mercoledì 24 dicembre 2014

Le tregue di Natale del 1914, la testimonianza di un soldato inglese


Questa testimonianza sulle tregue di Natale del 1914 sul Fronte Occidentale ci è pervenuta da parte dello storico Fabio Caffarena, docente presso l'Università di Genova. Riteniamo che sia utile farla conoscere. Purtroppo il giorno dopo gli avvenimenti raccontati dal soldato Tom a sua sorella Janet, i combattimenti ripresero. Gli alti comandi di tutti gli eserciti diedero ordine di reprimere qualsiasi atto di fraternizzazione al fronte.
Truppe britanniche nelle Fiandre 1915


Lettera di un soldato inglese a sua sorella, Natale del 1914

"Janet,  sorella cara, sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono  nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità , ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non
l'avessi visto coi miei occhi non ci  crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni  davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso
con i soldati nemici qui  nei campi di battaglia di Francia! Le prime battaglie hanno fatto tanti  morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi.  Sicché per lo più siamo rimasti nelle trincee ad aspettare. Ma che  attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice di artiglieria ci  cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la  testa fuori dalla terra, per paura del cecchino. E poi la pioggia: cade quasi  ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio nelle trincee, da cui dobbiamo  toglierla con pentole e padelle. 
E con  la pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più, appiccica e sporca  tutto, e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel  fango, e poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi. Con tutto  questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità  per i soldati tedeschi  di fronte a noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro  vivono nello stesso fango. E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a  noi. Tra noi c'è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo  spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci. Ovviamente li odiamo  quando uccidono i nostri compagni. Ma  altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E  ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti. Ieri mattina, la vigilia,  abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché infreddoliti l'abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango.
Durante la giornata ci sono  stati scambi di fucileria. 
Ma  quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il  nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa  tranquilla, ma non ci contavamo. Di colpo un camerata mi scuote e mi grida:  -Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi!- Ho preso il fucile, sono  andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di  sabbia. Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più  commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca,  a destra e a sinistra, a perdita d'occhio.- Che cosa c'è?-, ho chiesto al compagno, e John ha risposto:-Alberi di Natale!- Era vero. I tedeschi avevano disposto  degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e  lumini. E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: Stille Nacht, Heilige Nacht. Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l'ha tradotto: Notte silente, Notte santa. Non ho  mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e  silenziosa. Quando il canto fu finito, gli uomini nella nostra trincea hanno  applaudito. Soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi  ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui. Per la verità  non eravamo bravi a cantare come i tedeschi,  con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi  ne hanno attaccato un'altra a cui noi abbiamo  risposto. E questa volta si sono uniti al nostro  coro, cantando la stessa canzone, ma in latino. Inglesi e  tedeschi che intonano in coro attraverso la terra di nessuno! Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato  di più.

-Inglesi, uscite fuori!- li abbiamo sentiti gridare, -voi non spara, noi non spara!-
Nella  trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per  scherzo: -Venite fuori voi!- Con nostro stupore, abbiamo visto due figure  levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto. Uno di loro ha detto: -Manda ufficiale per parlamentare.- Ho visto  uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l'hanno  fatto, ma il capitano ha gridato -Non sparate!¬ Poi si è arrampicato fuori  dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo  sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano  tornato, con un sigaro  tedesco in bocca! Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle  trincee e venivano verso di noi. 
Alcuni  di noi sono usciti anch'essi e in pochi minuti eravamo nella terra di  nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzare poche  ore prima. Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki  e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le  divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti  tedeschi sapevano l'inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai. -Molti di  noi hanno lavorato in Inghilterra- ha risposto. -Prima di questo sono stato cameriere all'Hotel Cecil. Forse ho servito alla tua tavola!- Ha risposto ridendo. Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la  guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: -non  ti preoccupare,  prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla-. Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una  cartolina alla ragazza, e io ho promesso. Un altro tedesco è stato  portabagagli alla Victoria Station. 
Mi ha  fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Anche quelli che  non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre  sigarette, noi il the e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le  salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n'è  uscito con il tremendo elmetto col chiodo!
Anch'io ho cambiato un coltello  pieghevole con una cintura di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando  torno a casa. Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia  quasi disfatta. 
Noi gli  abbiamo ribattuto che non era vero, e loro: -Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri.-


E' chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo  averli incontrati anch'io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano  la verità . Questi non sono i barbari selvaggi di cui abbiamo tanto letto.  Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e amor di patria.  Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti? Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno  al falò, e abbiamo finito per intonare insieme, non ti dico una bugia, Auld Lang Syne. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l'indomani,  e magari organizzare una partita di calcio. 
E  insomma, sorella mia,  mai stata una vigilia di Natale come questa nella  storia? Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo.  Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a  casa, e non verremo meno a questo compito. Eppure non si può fare a meno di  immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto  dalle nazioni del mondo. Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che  succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di  ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?
Il tuo  caro fratello Tom."

domenica 14 dicembre 2014

Cronologia fotografica e illustrata della Prima Guerra Mondiale aprile maggio 1915



Le Miroir, maggio 1915
Apriamo con questa fotografia, tratta dal settimanale francese Le Miroir, la cronologia dei fatti salienti della Grande Guerra nei mesi di aprile e maggio 1915.
La fotografia documenta un momento importante nell'evoluzione della guerra; il cadavere coperto da una bandiera americana  è un  americano perito nell'affondamento del transatlantico Lusitania da parte di un sommergibile tedesco.
Sul piano dell'immagine l'affondamento del Lusitania è una grande sconfitta per la Germania che sta reagendo al blocco navale britannico con l'impiego degli U-Boot che silurano anche le navi dei paesi neutrali, sospettare di trasportare armamenti per le nazioni dell'Intesa.
Il Lusitania è una grande nave civile inglese e a bordo ci sono più di cento americani. L'affondamento provoca una protesta ufficiale del governo americano e sposta l'opinione pubblica statunitense verso l'intervento nella guerra mondiale. E' un processo lungo che si concluderà solo nel 1917, con una partecipazione militare ispirata dai 14 punti di Wilson, ma dettata anche da ragioni economiche e geopolitiche: Francia, Inghilterra e Italia sono indebitate enormemente con gli Stati Uniti d'America, se perdessero la guerra chi pagherebbe i loro debiti?
L'affondamento del Lusitania, dopo le accuse di violenze contro i civili in Belgio, non solo è un segno di una crescente brutalità della guerra in corso, ma viene utilizzato per aggravare l'immagine dei tedeschi, definiti i nuovi Unni.
Il governo della Germania dice che il Lusitania trasportava armi, forse è vero, ma per il momento nessuno ci crede. 

22 aprile
Attacco tedesco sul saliente di Ypres con gas asfissianti: è l'inizio di un nuovo tipo di guerra. Da una tavola di Achille Beltrame per la Domenica del Corriere, la ricostruzione di un fatto che avrà enormi ripercussioni sulla percezione della guerra per l'umanità intera. Dall'uso dei gas, al genocidio e alla bomba atomica il passo è breve. I tedeschi avrebbero potuto sfondare il fronte, ma non sfruttano a pieno  la nuova arma che da questo momento verrà utilizzata da tutti gli eserciti con gas sempre più letali. La seconda battaglia di Ypres si conclude con un nulla di fatto e sul Fronte Occidentale la situazione resta immutata.

 25 aprile
Sbarco a Gallipoli delle forze anglo-francesi: i Dardanelli diventano una nuova ecatombe per i soldati dell'esercito dell'impero britannico e per i turchi. La Turchia, da poco entrata nella guerra a fianco di Germania e Austria-Ungheria, riesce a difendersi con un esercito addestrato da ufficiali tedeschi e animato da un forte spirito nazionalista. A Gallipoli si consuma il sogno di poter concludere la guerra in breve tempo con un'azione diversiva sul fronte del Mediterraneo Orientale. I soldati australiani e neozelandesi restano bloccati sulle spiagge con i turchi dalle alture che li colpiscono con mitragliatrici tedesche. Sottovalutando lo spirito combattivo dei turchi, la battaglia di Gallipoli si trasforma in guerra di posizione sotto un sole impalcabile. Le due fotografie sono tratte dalla rivista Le Miroir.

26 aprile
Firma del Patto di Londra tra Italia, Francia, Inghilterra e Russia. L'Italia entrerà in guerra entro un mese: in cambio avrà compensi territoriali. Il regno d'Italia precipita così nella guerra mondiale lasciando i suoi vecchia alleati e schierandosi a fianco dell'Intesa. Il capo del governo Antonio Salandra e il suo ministro degli esteri Sidney Sonnino, con la complicità di Vittorio Emanuele Terzo portano l'Italia, impreparata e male armata, in uno scontro epocale da cui, pur vittoriosa, uscirà stremata. I caduti saranno 650.000, i feriti e i mutilati più di un milione. Le fotografie di Salandra e Sonnino sono tratte dal volume La France Eroique et ses allieès, pubblicato dopo la fine della guerra.

2 maggio
Offensiva austro-tedesca sul fronte orientale, le linee russe sono spezzate a Gorlice, in Galizia. Le cose vanno sempre peggio per l'impero zarista il cui esercito non regge all'impatto con quello tedesco. L'illustrazione di Anton Hoffman è tratta dalla rivista Illustrierte Oefchichte des Weltkrieges, pubblicata nel corso della guerra.

4 maggio
L'Italia denuncia il trattato della Triplice Alleanza. Su La Domenica del Corriere, due fotografie dell'arrivo di Gabriele D'Annunzio a Roma. Il poeta scatena la piazza interventista contro giolittiani, socialisti e neutralisti. Si apre in questo modo un conflitto, quasi una guerra civile, che si protrarrà anche dopo la fine della guerra e porterà alla fine dello stato liberale e alla vittoria del fascismo.

7 maggio
Affondamento del transatlantico inglese Lusitania: le vittime sono 1198, tra cui più di 100 americani. Illustrazione di Claus Bergen su Illustrierte Oefchichte des Weltkrieges.

23 maggio
L'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria, per il momento la guerra non è dichiarata alla Germania. In questa fotografia la manifestazione  di Quarto  con Gabriele D'Annunzio che pronuncia il celebre discorso. Il patto di Londra è stato tenuto segreto alla maggioranza giolittiana del Parlamento: il violento clima di tensione nel paese porterà, prima alle dimissioni di Antonio Salandra poi al suo ritorno al potere in una situazione confusa in cui decisioni prese altrove (anche con la complicità della massoneria internazionale) condizionano l'atteggiamento dei parlamentari che votano per l'entrata in guerra dell'Italia. Gli interventisti riescono anche ad occupare il Parlamento e Giovanni Giolitti è minacciato di morte. L'entrata in guerra dell'Italia avviene quasi con un colpo di stato mentre la maggioranza del popolo italiano non desidera affatto la guerra. Fotografia tratta dal volume La France Eroique et ses allieès.

25 maggio
La Cina accetta quasi tutte le clausole dell'ultimatum giapponese. Il Giappone, sfruttando la situazione che vede le grandi potenze coloniali impegnate nella guerra, impone alla Cina una serie di clausole che la privano dell'indipendenza politica e commerciale. L'illustrazione è tratta dalla rivista inglese Illustrated London News e descrive il lavoro dei barbieri in una città cinese.

26 maggio
In seguito al sostanziale insuccesso della spedizione nei Dardanelli, il primo Lord dell'Ammiragliato Winston Churchill si dimette. Churchill era stato tra i maggiori propugnatori della spedizione di Gallipoli, la sua idea era ardita e in qualche modo intelligente: sbloccare il Mar Nero e poter soccorrere la Russia in gravi difficoltà, estromettere la Turchia dalla guerra e, con l'aiuto della Grecia, puntare dai Balcani su Vienna. La spedizione non è stata sostenuta sino in fondo né dal governo inglese né da quello francese mentre i russi hanno mostrato qualche diffidenza. I combattimenti si protraggono in modo estenuante per mesi. All'inizio del 1916 il corpo di spedizione viene ritirato, intanto la carriere di Winston Churchill, promettente astro della politica inglese, si è temporaneamente bloccata. Churchill sarà uno dei protagonisti della Seconda Guerra Mondiale. 


giovedì 6 novembre 2014

Cronologia fotografica e illustrata della Prima Guerra Mondiale 1915 gennaio febbraio marzo

Le Miroir, N°62, 1915


La fotografia con cui apriamo questi primi tre mesi di guerra del 1915 mostra una trincea in cui dal fango spunta un braccio di un uomo ucciso in combattimenti precedenti. E' tratta da Le Miroir, la rivista francese che in seguito, e in particolare nel '15, mostrerà foto molto cruente. Questa fotografia non è un artificio e anche se è forte  un intervento di ritocco, la vita nelle trincee era proprio così. Soldati dovevano convivere con corpi in putrefazione che spuntavano dal terreno sconvolto. La guerra di movimento è finita con il delinearsi del fronte occidentale che va dal confine svizzero - francese alle coste dell'Atlantico. All'est le cose si svolgono diversamente: avanzate, ritirate, battaglie devastanti e un continuo indebolimento dei russi e degli austroungarici. Tutti i generali e gli uomini politici dei paesi in guerra, osservano lo scenario e sperano di trovare una via d'uscita. Il conflitto non è breve come previsto, ma nessuno a questo punto vuole cedere. Cosa fare? Come coinvolgere le nazioni che per il momento sono neutrali, ad entrare in guerra? Dove concentrare il massimo sforzo per sbloccare la situazione? Sono domande a cui dare risposte non è facile. Vedremo, nello scorrere degli avvenimenti, come furono date delle risposte ad una situazione che coinvolgeva milioni di uomini.
8 gennaio - 5 febbraio
Offensiva francese sul Fronte Occidentale presso il Canale di La Bassée e Soissons
Le Miroir,  N° 63, 1915


Iniziano le offensive sul Fronte Occidentale per sbloccare la situazione e aprire un varco nello schieramento tedesco. I tedeschi hanno occupato la parte della Francia del nord-est, ricca di miniere e impianti industriali. E' naturale che i francesi intendano ricacciare indietro i tedeschi, ma sono sforzi e sacrifici destinati al fallimento. La strategia offensiva s'infrange contro la potenza dei cannoni e delle mitragliatrici che ormai condiziona l'andamento della guerra.
24 gennaio
Battaglia navale nel Mare del Nord, a Dogger Bank. L'incrociatore tedesco Blucher è affondato dai britannici.
L'incrociatore tedesco Blucher si sta capovolgendo, da The Great War, 1915


Questa è una fotografia molto drammatica e che introduce una novità nel reportage di guerra: non si racconta a posteriori un avvenimento bellico, ma è fotografato mentre sta avvenendo. E' un passaggio culturale importante perché da immagini come queste, la gente inizia a vedere cosa vivono i combattenti. I marinai tedeschi tentano di mettersi in salvo salendo sulla chiglia della nave che rapidamente cola a picco trascinandoli nei flutti. Le sconfitte tedesche sul mare in questi mesi di guerra, convincono gli ammiragli a non sfidare le navi dell'impero britannico. La vera e unica battaglia navale della guerra, quella dello Jutland, avverrà nell'estate del 1916 e si concluderà con una mezza vittoria degli inglesi. Nonostante ciò il mare diventa un teatro di guerra molto importane.
4 - 27 febbraio
I tedeschi sconfiggono nuovamente i russi nella Battaglia dei Laghi Masuri.
La regione dei Laghi Masuri in un illustrazione da The Great War, 1915


Una nuova e devastante sconfitta per l'esercito dello Zar Nicola II. Nell'illustrazione vediamo la zona dei Laghi Masuri, un vasto territorio in cui i tedeschi circondano i russi e li fanno a pezzi. Nonostante queste sconfitte, ricordiamo quella precedente di Tannenberg, l'esercito russo resisterà ancora due anni conseguendo anche notevoli successi sugli austro-ungarici. Le cause della debolezza dei russi nei confronti dei tedeschi non vanno ricercate solo nell'inferiorità degli armamenti, ma anche nell'incapacità dei vari generali, simili un po' ai signori della guerra di tradizione orientale, a darsi un coordinamento efficace. Raccontare la guerra all'est non è facile e a prima vista appare un caos di battaglie, in un fronte mobile in cui i morti si contano a milioni. E' una violenza senza limiti che coinvolge l'Europa Orientale e che si protrarrà anche dopo la fine della Grande Guerra.
18 febbraio
La Germania proclama la guerra sottomarina indiscriminata contro la Gran Bretagna.
Sommergibili tedeschi, da The Great War, 1915


In queste fotografie pubblicate in Inghilterra, vediamo l'arma che domina la guerra sul mare non solo dal punto di vista militare, ma anche politico. I tedeschi usano i sommergibili per interrompere i rifornimenti alle nazioni dell'Intesa da parte delle nazioni neutrali e in primo luogo dagli Stati Uniti d'America. L'affondamento di navi con a bordo passeggeri  e quindi la morte dei civili, alimenta l'astio per la Germania con conseguenze che in seguito si riveleranno molto importanti.
19 febbraio
Iniziano le operazioni nei Dardanelli, la flotta anglo - francese  bombarda i forti.
Le Miroir, N° 68, 1915


Una delle soluzioni per sbloccare la guerra è attaccare la Turchia, occupare Istambul e proseguire la marcia nei Balcani per mettere fuori gioco l'Austria-Ungheria e quindi la Germania. In questo modo si potrebbero aiutare i russi, consentendo ai rifornimenti di raggiungere il Mar Nero. E' un'idea interessante che matura negli alti comandi britannici ed è sostenuta da uomini del calibro di Winston Churchill. Ma per attuare una strategia di questo tipo ci vogliono convinzione e risorse, cosa che nella spedizione di Gallipoli non ci saranno. Inoltre, e grave errore, i turchi vengono sottovalutati come combattenti. Per il momento, le immagini mostrano piantine e fotografie di luoghi esotici. La posta in gioco per francesi e inglesi è la spartizione dell'Impero Ottomano e i russi sono i primi a guardare con diffidenza il progetto di mettere le mani su Istambul.
10 marzo
Offensiva Britannica sul Fronte Occidentale a Neuve Chapelle.
Il villaggio di Neuve Chapelle distrutto dai bombardamenti britannici, da The Great War, 1915


Ancora un'offensiva, questa volta da parte dei britannici che tentano di sfondare il fronte in direzione di Lilla e alleggerire la pressione tedesca sulla linea che si è attestata attorno alla città belga di Ypres. Il comando è affidato a Sir Douglas Haig, l'uomo che diventerà comandate in capo dell'esercito britannico in Europa. Il tentativo non riesce, vengono occupati due chilometri quadrati di territorio in mano ai tedeschi che riescono a conservare la cresta di Vimy, posizione importante in un territorio prevalentemente pianeggiante.
11 marzo
La Gran Bretagna inizia il blocco navale nei confronti dalla Germania.
Le Miroir, N° 69, 1915


La risposta britannica alla guerra sottomarina dei tedeschi è il blocco navale. Si punta alla riduzione alla fame i popoli delgi Imperi Centrali. E' un gesto che i tedeschi paragonano alla strage di civili annegati con il siluramento di navi commerciali e transatlantici come il Lusitania. Il blocco navale, attuato con la deposizione di un'impressionante linea di mine, avrà effetti che nel lungo termine produrranno fame e miseria tra i tedeschi e quindi un indebolimento del loro fronte interno.
18 marzo
L'attacco navale anglo - francese ai Dardanelli fallisce.
L'incrociatore britannico Irresistible sta per affondare, The Great War 1915


Le mine erano state posizionate anche dai tedeschi e dai turchi nei Dardanelli ed hanno un loro effetto. Diverse navi francesi e britanniche che dovevano spianare la strada all'offensiva di terra, colano a picco. Il contingente australiano sbarca sulla penisola di Gallipoli e inizia così un'altra guerra di posizione con gli attaccanti inchiodati alle spiagge e i turchi dall'alto che li bersagliano con mitragliatrici tedesche. I turchi combattono con valore e sono comandati dal futuro Ataturk, Mustafà Kemal.
27 marzo
La fortezza di Przemysl, nella Polonia austriaca, viene occupata dai russi dopo un lungo assedio.
Le Miroir, N° 74, 1915



In questo servizio fotografico un successo dell'Intesa nel 1915. I russi occupano la città di Przemysl e la sua fortezza dopo un assedio che dura da mesi. L'avvenimento ha una certa risonanza, ma non produce grandi risultati. Nonostante questo successo dei russi, le cose ad est volgeranno sempre più a favore dei tedeschi.

sabato 13 settembre 2014

La Grande Guerra sul Fronte Occidentale in una Guida Michelin del 1928. Les Eparges 1915


Guida Michelin "Verdun-Argonne-Metz" 1928
I conflitti europei che avevano preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale non avevano visto, negli anni successivi alla fine delle ostilità, un vero e proprio turismo di guerra. Negli anni 20 dello scorso secolo gli europei andarono a visitare i luoghi in cui i soldati avevano combattuto ed erano morti. Fu un processo che iniziò già durante le ostilità nelle zone che erano accessibili ai civili e continuò quando fu evidente l'enormità delle perdite degli eserciti in lotta. Nacquero allora le guide per visitare i campi di battaglia, a pubblicarle furono case editrici che già in precedenza avevano sperimentato la popolarità di manuali costruiti ad hoc per i turisti e viaggiatori, ad esempio in Italia il Touring Club.
Guida Michelin "Verdun-Argonne-Metz" 1928. Il cratere di una mina nei pressi di Verdun, la vegetazione prova a ricrescere.
In Francia c'era stato il Fronte Occidentale dove erano morti milioni di uomini e i territori erano stati devastati dalla guerra; la società produttrice di pneumatici Michelin iniziò allora la pubblicazione di guide apposite per chi voleva visitare i luoghi della Prima Guerra Mondiale e i cimiteri di guerra. Si trattò di un'operazione tesa ad incrementare il turismo in regioni sprofondate nella miseria e segnate dalle distruzioni e a fornire un'immagine della guerra in cui si univano storia e voglia di rendersi conto di ciò che era accaduto. Insieme a questo si dava conto delle opere che edificavano il culto della memoria: i monumenti e i grandi sacrari. Opere che ancora oggi restano un modo di conoscere la guerra.
Pagine iniziali della guida, a sinistra il diploma d'onore per i sottoscrittori dell'Ossario di Douaumont con un'illustrazione di Georges Scott, il pittore che aveva lavorato per la rivista L'Illustration con numerose ricostruzioni pittoriche della guerra.


Illustrazione di Georges Scott
La guida Michelin che proponiamo fu pubblicata nel 1928 e riguarda la battaglia di Verdun e i luoghi nelle vicinanze della città in cui già dal 1914 si svolsero durissimi combattimenti che costarono la vita, nei due campi avversi, a migliaia di uomini.
Nella pagina di apertura in cui si annuncia la costruzione di una grande opera per ricordare i difensori di Verdun, possiamo leggere:
"Sul campo di battaglia di Verdun milioni di uomini si sono combattuti in un duello di giganti; 400.000 soldati francesi sono morti su un fronte di 20 chilometri. Un'opera si è costituita allo scopo di erigere un Ossario al centro del campo di battaglia, su un punto culminante da cui l'occhio potrà abbracciarlo interamente. Il luogo è strato scelto tra il forte di Douaumont e la fortificazione di Thiaumont. Il comitato è presieduto dal Maresciallo Foch, Raymond Poincarré e Sua Eminenza il Cardinale Dubois."
La guida pubblica 4 fotografie dell'Ossario già in fase di avanzata costruzione.
Guida Michelin 1928, l'Ossario di Douaumont.
In questo post parleremo di un altro luogo, non molto distante da Verdun, in cui si combatté in modo feroce all'inizio del 1915 e che poi fu conquistato interamente solo nel 1918 dai soldati dell'esercito americano. Gli USA erano intervenuti nella Prima Guerra Mondiale nel 1917. Les Eparges era una collina non molto alta da cui si poteva dominare la pianura circostante e soprattutto il territorio ad est di Verdun. Noi l'abbiamo visitato con negli occhi le immagini pubblicate  dalla guida Michelin del 1928 che ci hanno permesso di capire (solo in parte) cosa avvenne sui fianchi di questa collina. Oggi il visitatore è accolto da un monumento composto da una massa teschi e  mani scheletrite che cercano di aggrapparsi alla terra per salire più in alto. Las vegetazione e il boschi sono ricresciuti, ma nel 19128 questo luogo conservava la desolazione e la desertificazione prodotte dalla guerra.
Monumento ai caduti di Les Eparges, fotografia di Stefano Viaggio. Agosto 2014


 
Particolare del monumento, fotografia di Stefano Viaggio. Agosto 2014
Dalla Guida Michelin "Verdun-Argonne-Metz. Une guide, un panorama, un histoire" edita nel 1928, pagine 129-138 (traduzione dal francese dell'autore)
"Lo sperone di Les Eparges, lungo 1400 metri e alto 346, domina la pianura della Woevre. I fianchi sono scoscesi e scivolosi; alcune sorgenti emergono dal terreno e i ruscelli scorrono lungo i versanti. E' veramente, come la chiamano, una "montagna di fango". Osservatorio importante, permette, a chi lo possiede, di dominare il paesaggio circostante.
Guida Michelin. Piantina di Les Eparges con l'itinerario della visita tratteggiato.
"Chi domina Les Eparges ha tutte le strade sotto il suo fuoco.".
I tedeschi l'avevano conquistato il 21 settembre 1914 e l'avevano fortificato con diverse linee di trincee tra la cime e i valloni; in alcuni punti cinque linee di fuoco si sovrapponevano le une alle altre; tutto lo sperone si era trasformato in una fortezza munita a est e a ovest da due bastioni.
I francesi occupavano, a nord, l'altura di Montgirmont e il villaggio di Eparges, a 600 metri dalle trincee tedesche.
E' dalla parte ovest dello sperone (punto C) che, dalla fine di ottobre,  i francesi cominciarono l'attacco, passo dopo passo, a forza di zappa e nello stesso tempo s'infiltravano nei boschi che coprono i fianchi dei burroni. In febbraio iniziano una serie di attacchi quotidiani che terminano solo all'inizio di aprile, il 17 febbraio dopo l'esplosione di una mina, i francesi penetrano nella prima linea avversaria.
Febbraio 1915, trincea francese davanti al punto C.
"Attacchi e contrattacchi durano per cinque giorni e il colonnello Becquel è mortalmente colpito alla testa delle sue truppe. I francesi conquistano tutto il bastione ovest e cominciano ad avanzare verso quello est. Dal 13 al 21 marzo riprendono l'offensiva e conquistano la prima linea nemica."
Febbraio 1915, esplosione davanti a una trincea di prima linea.
"Il 27 marzo un battaglione di chasseurs fa un salto in avanti che lo avvicina alla cima. Il 5 aprile inizia l'ultimo grande attacco che la 12° divisione continua giorno e notte sino al 9. La pioggia e il suolo fangoso sembrano per il momento vanificare tutti gli sforzi. Una parte della cima viene comunque occupata, ma i bombardamenti che polverizzano interi ranghi e un contrattacco in massa, lanciato il 6 alle 4 e 30 del mattino, fa perdere lo slancio della prima avanzata. Nello stesso giorno del 6 e nella notte tra il 6 e il 7, malgrado la pioggia che continua a cadere, tutte le trincee sono riconquistate passo dopo passo: vengono catturati 100 prigionieri tra cui molti ufficiali."
Febbraio 1915, una trincea tedesca occupata dai francesi.
"L'8 la cima e la cresta ovest sono solidamente occupati e a mezzanotte, dopo 15 ore di combattimenti furiosi quasi l'intera cresta appartiene ai francesi. Il giorno 9 occorrono 14 ore per mettere in linea nuove truppe sotto raffiche di vento e pioggia che accecano. L'attacco riprende alle 15, il suolo e cosparso da fosse profonde in cui gli uomini vengono addirittura inghiottiti. Finalmente i francesi conservano il bastione ovest (punto C) e si fermano davanti alla parte est (punto X)."
Cratere di mina all'estremità dello sperone di Les Eparges, punto X.
"Alla fine del 1915 e nel 1916 la lotta continuerà, seppure meno feroce. Il racconto dell'esplosione di una mina tedesca, il 19 ottobre del 1916, fatto da un aspirant del 74° reggimento di fanteria, ne rievoca tutta la dimensione tragica."
-Avevo recuperato alla vigilia tra il punto X e il punto C una sezione del 129°. La mia nottata era stata impegnata a ispezionare le postazioni e a stabilire i collegamenti. La mattina, rientrato nel mio rifugio, un segmento di ascolto di mina discendeva obliquamente su una quindicina di metri. Tutto era calmo e sembrava che da due giorni il nemico non lavorasse più al suo fornello di mina. Saremmo saltati in aria? Nessuno poteva saperlo. Verso le 16 udimmo, chiaramente, alcune esplosioni. -I boches lavorano, non è per oggi.- Nello stesso tempo udimmo un'esplosione formidabile: il nostro riparo bascula, poi ricade come se un Ercole l'avesse sollevato di diversi metri e l'avesse lasciato cadere bruscamente. Siamo gettati l'uno sull'altro nell'oscurità. Sentiamo delle grida, qualcuno è ferito. Accendiamo una candela, liberiamo il compagno che fortunatamente non si è fatto niente. -Avanti ragazzi, con le granate, usciamo allo scoperto!-
Les Eparges in una fotografia aerea, è visibile la linea dei crateri.
-Uscire...L'entrata è ostruita sotto almeno tre metri, per di più un ruscello d'acqua si è aperto sulla parte superiore del rifugio. Senza perdere tempo ci mettiamo al lavoro. Per superare la frana è necessario scivolare vicino il ruscello, solo un uomo alla vota può lavorare. Passano una, due ore, due secoli...L'acqua sale, manca l'aria. Rinuncio a descrivere l'angoscia di un uomo che sente arrivare la fine, che la vede venire, si rende conto che non la può sfuggire. Dopo tre ore dall'esplosione della mina l'acqua sta raggiungendo i nostri piedi, respiriamo con fatica. Sembra che tutto ruoti su se stesso.
Improvvisamente un grido -Mio aspirante ecco la luce!-
L'uomo che sta lavorando è riuscito a fare un buco nel fango servendosi della canna di un fucile. E' finita! Tutti sentono di rivivere. Iniziamo a respirare più liberamente. Le candele bruciano di nuovo. Dopo mezz'ora usciamo da questo inferno. Era ora! Dove siamo? Nel settore nemico? Tra i nostri? Cosa è accaduto in quattro ore? Cosa sono diventate le mie postazioni? Indico agli uomini la direzione delle nostre linee e cerco di ritrovare il mio mondo. Ma tutto è completamente cambiato.-
Monumento a Les Eparges in ricordo dei caduti della XII° Divisione francese. Nel 19128 il paesaggio si presentava così, oggi attorno al monumento la vegetazione è ricresciuta.
-Per una mezz'ora cerco nelle tenebre...Niente. All'improvviso mi sembra di vedere due ombre, mi faccio riconoscere, gli uomini si allontanato e inviano un segnale luminoso nella mia direzione. E' tedesco. Ritorno indietro e arrivo al posto di comando del battaglione, al Bois Joli. Ero stato considerato disperso. Della mia sezione nessuno ha notizie. Risalgo e trovo un caporale e due uomini, erano in linea al momento dell'esplosione. Per due ore hanno impedito alle pattuglie nemiche di occupare il terreno. Sono i soli sopravvissuti.-
Trincea francese durante un bombardamento.
Oggi, all'inizio del percorso di visita, un pannello informativo racconta la storia di Les Eparges e cita la lettera di un soldato a sua moglie in cui descrive ciò che ha visto e vissuto: "Non puoi sapere cosa l'uomo può fare con un altro uomo. Da cinque giorni le mie scarpe sono grasse per i cervelli umani che calpesto, rompo i toraci, incontro dei resti." A Les Eparges, tra morti e feriti nei due campi avversi, si contano circa 100.000 uomini.
Les Eparges, pannello informativo per i visitatori