venerdì 10 gennaio 2014

Lettere dalla Grande Guerra Margherita Del Nero 1916 Seconda parte

Il paese di Veroli nelle lettere 

di 

Margherita Del Nero 

a suo marito al fronte

1915-1918
1916
Da La Domenica del Corriere del 18-25 giugno 1916


                                           seconda parte
Proseguiamo con le lettere dalla Grande Guerra osservata dal paese di Veroli nelle lettere di Margherita Del Nero. Margherita legge sui giornali le notizie dal fronte, scrive a Giuseppe e si mostra scettica per il trionfalismo sulle vittorie italiane in Trentino, dove si sta cercando di contenere la "spedizione punitiva" scatenata dagli austriaci.
Il 1916 è l'anno dei grandi massacri sul Fronte Occidentale, con le battaglie di Verdun, della Somme e le offensive italiane sull'Isonzo in cui muoiono centinaia di migliaia di uomini, ma che non risolvono le sorti della guerra.
Illustrazione dalla rivista tedesca Illustrierte Geschichte des Weltkrieges, 1916. Un momento dell'offensiva britannica sulla Somme
Margherita non sa e non saprà mai che ha inviato a suo marito la notizia di una grande battaglia che sta avvenendo sul fronte franco-tedesco e che si dice risolutiva per la guerra. La battaglia di Verdun costa a tedeschi e francesi quasi un milione di morti e viene considerata come l'inizio della "guerra di materiali", cioè la vera e propria guerra industriale. I tedeschi sostanzialmente la perdono e i francesi riconquistano i pochi chilometri di territorio perduto nei primi giorni dell'offensiva avversaria, ma la guerra durerà ancora due anni.
A Veroli si diffondono le paure per gli avvelenamenti provocati da presunti agenti nemici e le predizioni sulla fine della guerra, su tutto aleggia la morte: giungono le notizie dei caduti, Margherita vede un numero crescente di giovani vedove e scrive al marito che la gente é stanca della guerra e lo grida nelle processioni  della Pasqua.
[In questo post utilizziamo immagini e fotografie tratte dalla rivista tedesca Illustrierte Geschichte des Weltkrieges (Rivista illustrata della Guerra mondiale). Come altre pubblicazioni della Grande Guerra alterna fotografie a grandi illustrazioni di battaglie, lo stile è simile a quello di La Domenica del Corriere o L'Illustration: i soldati tedeschi o austroungarici sempre all'attacco e vincitori.]
Lettera spedita il 4 aprile 1916


4 aprile
…Ieri mattina ricevetti la tua cara lettera del 31 scorso; era mio grande desiderio risponderti presto però a Veroli mancano i francobolli da diversi giorni, me ne fu rivenduto, per piacere, uno da un soldo e così, t’inviai i miei saluti in un’illustrata. Dicevi pure nella tua ultima lettera di avermi spedita una cartolina in franchigia, la quale mi è giunta proprio ora, e porta la data del 28 scorso. Come tardano ad  arrivare queste cartoline?! Io no so perché. Domenica, 2 aprile è giunto a Concetta un vaglia di £ 350. Cristino manda continuamente denaro, e non solo si rimettono a parte ciò che prima hanno speso, ma fanno anche una vita molto meglio di prima. Se tu potessi arrivare a far questo, e rimanendo all’artiglieria…, sarebbe un vero affare, però dovevi far domanda appena tornato costì così all’ultimo di maggio saresti stato sottotenente, come si va svolgendo adesso si va troppo per le lunghe, ti pare? …Qui fa caldo come fosse estate, e costì che tempo fa? Si sente dire da tutti che la campagna quest’anno va bene assai, però mancano le braccia per seguire i lavori che ivi sono necessari…
Illustrazione tratta dalla rivista tedesca Illustrierte Geschichte des Weltkrieges, 1916. Bersaglieri italiani sorpresi e fatti prigionieri dagli austriaci
6 aprile
Grande è stata la mia gioia nell’apprendere la lieta notizia che ti hai fatto la S. Pasqua, mi sono venute le lagrime agli occhi nel vedere quella bella immaginetta che ti hanno data, e specie nel leggere quelle belle parole: la pace sia con voi. Ora da tutti i cuori indistintamente, questo solo si desidera, ma quando avverrà questo bel giorno!…Se io fossi stata presente quando tu ti accostasti alla messa eucaristica, avrei certamente pianto di gioia e commozione; mi sarei buttata al tuo collo e ti avrei dato un diluvio di baci. Tra giorni ci vado pur’io, così Dio ci aiuterà, e ci darà la forza di poter resistere e sperare. Ieri venne una lettera di Vincenzino (fratello di Giuseppe), e diceva che il 4 partiva per il fronte. La lettera così finiva: Quando mi è giunto tale ordine mi sono inteso agghiacciato, però mi sono subito rinfrancato, e parto forte e pieno di coraggio perché sono sicuro che nessuno mi piangerà. Mi ha fatto pena povero figlio, e mi è dispiaciuto più di un fratello. Non appena scrive e manda il suo nuovo indirizzo te lo mando. Peppino mio, grande è ora il pensiero che ho di te, per gli aereoplani, raccomandati al tuo Bettino che lui ti accompagnerà…
 
Il bombardamento di Verona, aprile 1916, nella rappresentazione della rivista tedesca Illustrierte Geschichte des Weltkrieges, 1916.
18 aprile
…E’ giunta ormai la pasqua, ed ancora il destino ci vuole divisi, mi sento in questi giorni una tale malinconia, proprio come quella che ci apporta l’aria di questa ricorrenza della settimana santa...Solo troverei la quiete, il sollievo e il conforto al tuo fianco e mai nessuna cosa mi farà persuasa. Il popolo non si stanca mai di pregare, acciò presto venga la pace, ma sembra che Dio sia veramente ostinato e perciò che sperare?…Al Municipio di Veroli sono arrivate un bel numero di lettere di soldati morti; e sono stati pregati di parteciparlo alle famiglie dopo le feste pasquali. Peppino mio mi sento stringere il cuore e le lagrime agli occhi non tardano a venirmi ogni volta che vedo una povera giovane rimasta vedova, e vittima della guerra. Domenica dopo averti impostata la lettera, ricevetti il tuo pacco, e non poca fu l’impressione che ricevetti appena apertolo. Ora non solo Guendalina di Jano, che è impressionata per tale fatto, ma pur io sono rimasta brutta quando mi son visto che tu mi hai ritornato proprio tutto indietro. Ma, mi terrai celato qualche cosa, presto forse vi mandano via da san, per esempio ho osservato bene la tua cartolina, ma non ho visto affatto il bollo di San Vito ma solo vi era ufficio posta militare. Tu non potrai mai immaginare con che ansia aspetti un altro tuo caro scritto per sapere qualche cosa di più positivo. Dimmi tutto, non tenermi nulla celato, perché sarebbe doppio dolore. Poi una cosa ti prego e ti raccomando con cautela: Non prenderti nessuna cosa che ti viene offerta da qualunque dei tuoi compagni, se non fossi più che sicuro della loro schiettezza non prendere niente. Si è dato una caso che un soldato avendo offerto della pizza pervenutale dalla famiglia, essendo questa stata avvelenata, ha dato la morte a lui ed altri sei suoi compagni…

Illustrierte Geschichte des Weltkrieges, 1916. Attacco dei soldati bosniaci contro gli italiani nei pressi del fiume Isonzo. Avversarie degli italiani furono in particolar modo truppe provenienti da popolazioni minacciate da un'eventuale annessione all'Italia.
21 aprile
…Questa mattina si è fatta la processione dei sepolcri, com’è stato sempre uso; se ricordi le candele, la mattina non ci andavano, invece quest’anno una gran quantità di ceri accesi e molta gente, ogni chiesa poi, appena fermata la Madonna, erano urli e pianti, e da tutti si sentiva gridare;- grazia madonna, vogliamo la pace. La processione di questa sera è già da figurarsi. Tutte le spose dei militari di qualunque classe siano, tutte indistintamente vanno appresso alla madonna e  Cristo morto con la candela. Vogliamo proprio caro Peppino, che la Vergine Santa si muova a pietà di noi e dei nostri figlioli, vogliamo che presto i nostri cari sposi, i nostri congiunti siano a noi incolumi e pieni di salute. Anch’io ci vado con la candela e la nostra Milenuccia porta uno di quei cartelli che stanno alla passione, va pure essa in mezzo a due fratelli, speriamo che non ci piglia il sonno, è così dormigliona?!...
Due vignette anti tedesche e anti austriache apparse su La Domenica del Corriere del 23-30 luglio 1916
23 aprile
…Oggi è il giorno di Pasqua, giornata di festa, il mio pensiero, più che a festeggiare, com’è solito in tutte le famiglie, è costantemente a te rivolto, ti seguo e son vicina. Vorrei pagare un grande tributo per esserti un’ora insieme per poterti abbracciare, baciare e consolarmi con te, unica mia speranza di questa vita divenuta ormai uggiosa. Questa mattina, appena alzata, ho mandato Milena a fare gli auguri a nonna, la quale ci ha dato una ciambella benedetta e la pigna di pasta com’è suo uso di fare. Mia sorella non è andata più in campagna, perché zia Costanza non si sente tanto bene. Oggi sono a pranzo da Concetta, stiamo insieme, giusto per darci compagnia l’una con l’altra, perché il fare una grande allegria non è il caso e poi neanche ci tenemo fantasia perché ci manca quello che più di tutto desideriamo… Mentre sto scrivendo, sta a suonare la benedizione papale, speriamo che Dio l’infonde anche a noi, presto sorga la pace e ci faccia riunire. La mia cura prosegue bene, te ne parlerò in altra mia, Vincenzino ha scritto, dice d’averti scritto pure a te. Ecco il suo indirizzo. 211. reggim. Fanteria 11ma compagnia. Zona di guerra.
25 aprile
Oggi è partita la classe dell’80 ci è entrato Vincenzo Papetti (fralleone) Gino Mazzoli e Don Giovanni Tarquini. Il 15 maggio deve partire il 79 di quelle che conosco io, tocca a Giovannino l’africano e Virginio Zeppieri, il quale, siccome è unico che ha la diligenza della posta, sembra che si escluderà. Lunedì, poi 1° maggio partono invece nove classi di riformati, e c’entra pure Nazareno. Ora quando ci sono queste partenze di richiamati non ci si fa più caso come prima, e neanche ce ne accorgiamo
4 maggio
Nazareno parte domani, va di posto a Roma l’hanno messo al 13° reggimento artiglieria da campagna. Non ti pare che è stato fortunato?!…Qui ora si sente veramente la primavera, costì che tempo fa? Che si dice della guerra? Sul giornale di ieri richiamava 20 classi di medici riformati e si dice che tra giorni sarà chiamata la classe del 69 in poi dicono la classe del re, e si dice che la guerra sarà finita in autunnoMentre stavo scrivendo, è venuta Guendalina la moglie di Jano a farmi leggere un espresso, non puoi immaginare, quale impressione m’abbia fatta e con qual agitazione mi trovi. Io stavo a scriverti e nello stesso tempo mangiavo pane e cioccolata…Sarà l’impressione, ma pare che mi sento già male. Anche questo ci voleva, io te l’avevo già avvisato che ci stanno tanti casi d’avvelenamento. Ora se non passano 24 ore per me è un’agonia continua. Grande impressione mi ha fatto pure il sapere che vi mandano o a passo tre croci o a col di Lana. Sono punti più brutti e si sta male…
La Domenica del Corriere, 14-21 maggio 1916. Vignetta sulla barbarie tedesca, forse con un riferimento all'uccisione di Edith Cavell, l'infermiera inglese che aiutava i soldati britannici prigionieri a fuggire in Olanda.
10 maggio
Qui corre voce che ora si sta sviluppando una grande azione tra Francesi e Tedeschi (si riferisce alla Battaglia di Verdun); fin ad ora i giornali parlano che la vittoria è dei francesi e si vocifera che si avrà presto la pace se seguiteranno a ricacciare i tedeschi, e si andrà per le lunghe se sarà il contrario. Magari fosse così, io facci come tutte le altre spose mille auguri acciò presto si effettui questo comune desiderio...Ho retto la mano a Milena vuole scriverti, ma è troppo furiosa e non si fa reggere la mano addio

La Domenica del Corriere, 23-30 luglio 1916, soldati italiani diretti al fronte.
Lettera inviata il 12 maggio 1916

12 maggio
…A riguardo dello sfogo di Milena è proprio come dici tu, e come pure mi assicura il medico, che cioè è la sua salute, e credimi che tengo per essa le più tenere e affettuose cure e molta pulizia. Quell’avvilimento che c’era venuto dipendeva che aveva i vermi, si vede che ci avrà fatto impressione qualche gatto, perché per diverse notti anche in sogno piangeva dicendo che il gatto se la voleva mangiare...Molto tempo lo passa attorno ai pulcinetti; dentro quella cucina mia che è grande abbastanza ci ho fatto da una parte un riparo con le tavole per non farli stare per tutta la stanza, e li c’è la biocca co li pulcini, ne tengo 20. Li ho fatti con l’idea di mangiarli insieme; tengo per la mente che presto si farà la pace, che ne dici tu?  La fotografia, ti prometto che te la manderò e ce la faremo fare non appena la nostra bambina si sarà guarita dallo sfogo...
19 maggio
…Sono le sei di mattina, volevo scriverti fin da ieri, siccome con smania da una posta all’altra aspettavo che mi giungesse la tua lettera per dartene resoconto, ho tardato a scriverti. Devi sapere che mercoledì ebbi una tua cartolina in data del 12 dove mi dicevi: domani ti farò una lettera:- ieri giovedì ho avuta un’altra tua cartolina del 17 dove mi dici:- oggi dopo averti spedita una lettera ecc: Questa cara lettera, che tu me ne parli, e da me ansiosamente aspettata non si vede. Non puoi credere quanta agitazione mi produce il fatto che ora spesso devono smarrirsi i tuoi cari scritti, se tu sapessi come aspettavo questa tua cara, avida di sapere il tuo modo di pensare a riguardo di quello che ti avevo narrato...Lo sai, a Veroli c’è una forte epidemia di morbillo e meningite per i bambini, ne muoiono un bel po’…
20 maggio
…Questa notte tua madre è andata a Roma, e tornerà lunedì sera, poi ti darò notizie di Pietruccio (Pietro, fratello di Giuseppe soffriva di disturbi psichici, muore a Roma nel Primo Dopoguerra ), ed è andata pure per fare qualche spesetta per la fiera, gicchè la bottega ci è rimasta un po’ vuota, ed i viaggiatori sono difficili a mandare merce…

Illustrierte Geschichte des Weltkrieges, 1916. Soldati italiani scoperti dagli austriaci nel corso della "spedizione punitiva" in Trentino
 22 maggio
...Vincenzino ora sono diversi giorni che non scrive, l’ultima sua veniva ancora da…e diceva che stava bene. La settimana scorsa mi scrisse una cartolina alla quale risposi ieri. Anche Guendalina di Jano si lagna che ora riceve tardi le notizie, ma che cosa è avvenuto?!...Peppino Cristini è stato ferito…
23 maggio
...Già è un anno, amore mio che siamo divisi e mi sembra un secolo, ormai sarebbe ora che Dio si muovesse a pietà di noi e dei nostri figliuoli e ci facesse riunire per sempre. In certi momenti mi sento una smania tale che mi par  di morire; vorrei correre volare e consolarmi un istante fra le tue braccia, sentire i palpiti del tuo cuore e dolcemente sussurrarti che t’amo, e t’amerò sempre con sincerità, fedeltà e fermezza. Non trovo parole bastanti per dirti della riconoscenza che avrò verso di te, per la tranquillità che mi procuri facendomi avere quasi tutti i giorni le tue care notizie; ti prometto di volerti sempre bene e fare solo la tua volontà. Mi vengono un sacco di pensieri riflettendo che ora devi subire un’latra volta le punture, auguriamoci bene, però in questo ci vedo anche un po’ oscuro...
28 maggio
Ieri ricevemmo una cartolina di Vincenzino, dove c’era la data di sei giorni indietro. Ecco ciò che diceva:(sono di passaggio alla città di Padova vado contento al Trentino a liberare l’Italia con la speranza di ritornare). Prima di questo aveva scritto dicendo che aveva bisogno di calze e altra robetta, la vigilia della fiera il pacco ce lo feci proprio io. Chissà se l’avrà? Noi tutti si sta bene, ad eccezione di Milena che ha ora una forte diarrea, sarà questione di riscaldo, però in paragone a tante altre creature al pari di lei mi contento. Son tutti malati i bambini, pare proprio che il mondo si voglia scatenare tutto insieme. Lo sfogo alla testa è guarito addirittura ce n’è rimasto ancora alle gambe. Ora mi sentirei perfettamente bene se non fosse una forte agitazione per questa maledetta guerra, che sembra non vuole cessare per adesso. Se Dio non ci mette riparo sono guai, ormai siamo sazi e stufi anche di sentire la parola guerra. Costì che si dice? I giornali in questi giorni hanno riportato delle grandi perdite d’Italia dalla parte del Trentino, si dice che l’Austria  abbia mandato li tutte le truppe che teneva nella Galizia. Il giornale di ieri riportava che avevano fatti 20000 prigionieri italiani. Gregorio Mazzoli (mosciano?) è prigioniero. A Veroli ci sono già 30 vedove della guerra, ed hanno lasciato 43 bambini in tutto, senza metterci poi quelli che sono morti scapoli. Il comitato pro lana combattenti il giorno della fiera fece un dono a tutti questi orfanelli, fecero la questua, il professor Diamanti volle per forza che mettessi anch’io il mio obolo, anzi a nome di Milena; diceva che tutte le famiglie perbene a nome dei propri bambini devono ricordarsi degli orfani della guerra e sottoscriversi; feci loro capire che ho dei seri guai pur’io, offri poco riservandomi che quando ritorni tu, pensi a quello che si dovrà fare…
Una pagina dalla rivista Il Mondo con riprodotta una mazza ferrata impiegata dagli austriaci il 30 giugno 1916 per finire i soldati italiani, dopo un attacco con i gas sul Monte S. Michele. Il ritrovamento di numerose mazze ferrate, provocò orrore tra i soldati italiani. In un successivo combattimento, molti soldati ungheresi che si erano arresi vennero uccisi sul posto.
30 maggio
… Non puoi immaginare quanta tranquillità e buon umore m’hanno ridonato le tue care notizie, con molto piacere e gioia, facendo auguri che si effettui, la bella notizia dell’acqua miracolosa in Francia. Di questo qua non si sapeva niente, si dice un altro fatto; - raccontano che mentre un tenente trovavasi a fare l’istruzione alle reclute, ci è andato vicino un frate e gli ha detto: piano tenente  con questa istruzione, questi bravi giovani non saranno necessari alla guerra, perché tra poco si fa la pace. Il monaco è scomparso, e siccome si trovavano vicino a un convento, quel tenente ha voluto visitarlo più di tutti per parlare con quel frate e domandargli come sapeva quella notizia. Però tra tutti quei monaci  quello non vi era, andato in ultimo in chiesa e visto l’effigie di S. Antonio da padova, disse che quel frate che a lui aveva parlato, era proprio quello e così a gran voce si è sparso che il 13 giugno festa del santo si fa la pace. Non so se sia vero, però il giorno sarebbe vicino e già si dovrebbe cominciare a sentire qualche voce. Ti pare?...La grandine proprio dentro Veroli non c’è venuta, ha danneggiato la contrada di S. Francesca e Scifelli. L’uva l’ha buggerata un po’ ai piani, però si dice che l’uva se ne fa non c’è male, il grano è un po’ patito, però il raccolto salvo disgrazia ci potremo contentare, però non puoi immaginare come costa la vita, il pane è nero, le uova costano due soldi e mezzo ora, figuriamoci più in là che sarà, i polli non se ne parla. Tutto si sopporta, purchè presto ci fanno ritornare i nostri uomini…

Illustrierte Geschichte des Weltkrieges, 1916. Alpini prigionieri degli austriaci.


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