sabato 8 febbraio 2014

Lettere dalla Grande Guerra Margherita Del Nero 1916 Luglio

Lettere dalla Prima Guerra Mondiale

Il paese di Veroli nelle lettere di Margherita Del Nero a suo marito al fronte

1915-1918
da La guerra italiana


1916
                                               

quarta parte
luglio 1916
La notizia dello spostamento di suo marito da San Vito di Cadore in posizioni più avanzate provoca in Margherita un crescente stato d'ansia. Margherita suggerisce a Giuseppe di tenersi indietro, di non fare l'eroe, di badare a se stesso e alla sua famiglia. Sfugge a Margherita il meccanismo della guerra come macchina; non si disobbedisce all'ordine di andare avanti, ma si fanno anche cose inutili. Più di una volta chiede al marito: ma che fate? La guerra le sembra un tempo perso. Giungono le notizie sulle grandi mine che vengono fatte esplodere per scardinare le montagne e aprire una via d'uscita a una situazione che appare bloccata; sono azioni di una guerra d'assedio che non risolvono la situazione del fronte, ma contribuiscono a creare la leggenda di imprese che assumono una dimensione titanica ed hanno una diffusione anche nei paesi alleati attraverso le riviste illustrate dedicate alla guerra, ad esempio la francese Le Miroir. Nelle lettere di Margherita si apprendono strategie amicali legate alla realtà più solida e coesa dell'Italia del tempo: la provincia e il paese. Al fronte ci si ritrova tra paesani, in questo caso verolani, e se c'è qualcuno più in alto che potrebbe proteggerli e favorirli è a lui che ci si rivolge. Margherita cerca amici di famiglia, notabili di Frosinone che possono fare qualcosa per far mettere Giuseppe a lavorare in una fabbrica e quando va all'ospedale per trovare il cognato ferito vede una stanza piena di medicinali destinati al prossimo anno, il 1917.   

La guerra italiana, 1916, rivista edita da Sonzogno. La ricostruzione di due momenti della guerra in montagna.

3 luglio
...Tuo fratello ha scritto ieri una lettera che porta la data del 27 scorso in essa dice che il suo regg. è un’altra volta completo e presto dovrà riandare all’attacco, però non sa dove,  chiede le cartoline con le vedute di Veroli che vuole tenere come ricordo del suo paese; dice che gode ottima salute. Le notizie sono veramente piene di speranza, ma chi lo sa? magari fosse e presto, come mi sono stancata, Peppino mio, di stare così sola! Se non fosse stata Milena me ne sarei andata in un convento…
6 luglio
…Proprio in questo momento mi è stata consegnata la tua cara cartolina del 31. Pure io ho presa l’abitudine di scriverti quasi tutti i giorni, ci trovo molta soddisfazione, mi pare di essere un poco in conversazione col mio caro amore. Ora davvero potremmo dire insieme con l’avv. Mizzoni a che tempi abbiamo arrivati.   Due esseri, legati dall’unione più santa devono trovare l’unica soddisfazione nella loro giovane esistenza nel leggere e scrivere; per bacco davvero che era riposto per noi. Riguardo alla guerra, sono i più quelli che dicono che è lunga e per quest’anno non ci si fa, e questo pensiero è che ci fa essere in continua agitazione e da questo deriva la mia grande premura, per procurarti un miglioramento nella vita militare...
La guerra italiana, posizione in alta montagna
6 luglio
…Questa mattina ho avuta la tua cartolina in data 3 luglio che mi ha prodotto un grande abbattimento in tutta la persona. Come mai questo cambiamento? Essendo che tu ti trovavi in cucina, perché non ti hanno fatto rimanere lì? Vi hanno tirato a sorteggio e chi è di questi altri tuoi amici e compagni di Veroli che è con te? Certamente avrai dovuto lasciare quel lettuccio che avevi messo su da te, la cassetta dove ci tenevi in serbo la tua roba; e la biancheria per cambiarti? Quanti e quanti brutti pensieri mi torturano la mente!...Ti trovi molto lontano da San Vito?...La più fervida preghiera che ti faccio è di starti attento più che puoi alla vita, cerca di salvarti dalle fatiche, non ti mettere sempre avanti com’è tuo uso di fare, rifletti alla cara Milena e a me. Che faremmo senza di te al mondo? Noi che non teniamo nessun altro? Ora dammi ascolto a quanto ti dico: tu appena ti giunge questa mi scrivi una lettera fatta bene al signor Capitano veterinario Filippo Molella Spani Comando 44° fanteria Zona di guerra. Questo è il fratello della signora Checchina quella che ha sposato Peppino Crescenzi tanto nostro amico, e se ricordi quello che fu il testimonio delle nostre nozze, ricordi? Ha scritto alla sorella che se avesse conosciuto dei verolani che si trovano nel Trentino che ci avesse mandato l’indirizzo, perché avrebbe voluti favorirli. Io nell’istesso tempo ci scriverò da Veroli, e ci farò sapere, se fosse possibile che ti chiamasse presso di se. Tu scrivi dicendo che hai saputo da Veroli che lui vorrebbe favorire degli amici, e pregalo accioccè volesse farti questo favore. Scrivi pure come se fosse un amico vecchio, perché è un buonissimo uomo; affabile e amoroso con tutti…
7 luglio
…Come ti dissi ieri nella mia indirizzata come era nella tua cartolina del 3, oggi ti scrivo di nuovo per vedere quale delle due ti giunge prima. E’ facile immaginare la brutta impressione che mi ha prodotto la tua repentina gita. Chi è dei tuoi amici di Veroli che è capitato a venire costì mi figuro che anche a te ti sarà dispiaciuto non poco, certo a S. Vito ti ci eri abituato, dopo che con tanti sacrifici avevi fatto una branda e procurato qualche cosa più necessario è dovuto venire quest’inciampo!… Quanto mi è dispiaciuto!…Ti ci faranno stare per sempre, o per poco? Come ti ci trovi? Stai al pericolo costì? C’è più fatica? Io me ne accorgo che ti annoio tempestandoti di domande; ma se sapessi mi sento tale una smania da ieri (che inaspettata mi giunse questa fatale notizia) che vorrei diventare una farfalla, correre e volare ove tu ti trovi, accertarmi e vedere quello che faiAh! quando sarà quel benedetto giorno, che Iddio ci farà riunire per sempre!...Io dico che non sarà lungi, giacchè tutti i giorni si leggono sui giornali delle confortanti notizie, che lasciano sperare che la pace non sarà lontana...
 La guerra Italiana, reparto di telegrafisti
8 luglio
…Questa mattina ho ricevuta la tua cartolina del 3 anche quella che ricevetti il giorno se portava la data del 3 e fu quella che mi recò l’inaspettata notizia della tua partenza da San Vito. Godo nel leggere che tu stai ottimamente bene, però io poco ci credo, oramai ti conosco e capisco bene il tuo modo di pensare e di agire, anche tu stai male, non mi scrivi mai la verità, anzi mi dirai sempre la mia salute è ottima. Non è vero? Io invece sono differente, ti dico tutto quello che mi succede... Pare però che ci avviciniamo a grandi passi verso la vittoria e questa è per noi una consolante notizia…
 13 luglio
…Nella tua mi dici che godi ottima salute, questa è la cosa più essenziale che bramo sapere. Però, Peppino mio, son convinta che tu anche se ti senti male, dirai che stai ottimamente. Niente mi spieghi di ciò che fai costì dove ora ti trovi, ma è vero che devi andare tutta la notte in giro? E’ vero che state continuamente all’aperto? Quanti, e quali brutti e tetri pensieri m’assaliscono alla mente!…Chissà quali sofferenze starai a passare e quante dure fatiche?!…Povero mio caro amore! Mai avrei sospettato questo terribile flagello nella nostra vita...Sono ormai quasi quattordici mesi che sei lontano da me, e pare che sia un secolo. Le notizie sui giornali sono piene di speranze e auguriamoci bene. Nicola Campanari l’hanno messo all’artiglieria da montagna, parte martedì per Belluno. Tuo fratello ora scrive più spesso, trovasi ancora a Padova…
 La guerra Italiana, preparazione a tiri di artiglieria


17 luglio
… Peppino mio, la nostra creatura sta crescendo bella, riccia attira l’attenzione di tutti, ognuno l’accarezza, la bacia e ci fa dei complimenti, ma per quanto è bella, è però altrettanto capricciosa. Questo è l’effetto della guerra, se ci fossi tu, l’affare sarebbe diverso; la presenza di un uomo fa tanto. Siccome la mia mente è invasa da altri gravi pensieri, lascio correre, però m’accorgo bene che ella diventa capricciosa ogni giorno di più, non mi da retta affatto, mi si impone cerco di prenderla col buono, ma siccome spesso mi sento avvilita, lascio fare quello che vuole, tanto è piccola, ci penserai tu al tuo ritorno augurandoci che non sia lontano. Mi urta sempre leggere nelle tue care corrispondenze: di tutti di casa e parenti. La tua bontà e il tuo buon cuore ti fa travedere, verso la tua famiglia tutta al contrario di te. Mi dispiace, ma voglio dirti che nessuno mai dei tuoi parenti incominciando da tua madre, chiede notizie di te. Questa è una cosa che mi trapassa il cuore, e mai la dimenticherò.
 La guerra italiana, articolo sulla mina del Castelletto dell'11 luglio 1916


19 luglio
…La mia mente è continuamente offuscata da un incubo che non mi da requie…Ieri leggendo il giornale appresi la notizia della colossale mina del castelletto (sottolineato nell'originale), ho subito intuito che tu forse sei stato chiamato di rinforzo in cotesto posto per portare le materia esplosive costì, ti rimetto questo pezzetto per fartelo leggere, e con la ferma speranza nel cuore che tu già sii tornato in San Vito, ti indirizzo la presente come prima...A Veroli, tra i riformati, tra quelli del 79, 82 e 83 e la nuova classe del 97, non c’è rimasto addirittura nessuno, incominciano a partire oggi a seconda dei corpi dove sono stati aggregati fino all’ultimo del mese, quelli del 97 partono il 19 agosto…Siccome, e tu lo saprai meglio di me, la mina del Castelletto (che tanto ne hanno parlato i giornali) esplose la notte dell’11 venendo il 12; Dio solo potrebbe farti comprendere con quale ansia aspettavo un tuo caro scritto che portava la data del 12 essendo io più che persuasa che tu ti trovi in questa residenza. Pare che il diavolo tante volte s’intromette per farci finire d’avvilire, dopo aver ricevuto la tua cartolina dell’11 non ho ricevuto più niente. Credimi, non ho mai sofferto come in questi giorni, la mente mi diceva mille cose, il mio cuore era torturato da sinistri pensieri, credevo d’impazzire, in due giorni ho mangiato come una formica. Potevo così vivere con questa tortura? Questa mattina dopo che è passata la posta, mi sono intesa una stretta al cuore, mi è balenata l’idea di fare subito un telegramma urgente a Ceccarelli con la speranza di avere prima di notte la risposta, se facevo quest’altra nottata erano tre; certo ammalavo, non mi dispiace per me, ma per la nostra Milena, chi le farebbe tutto quello che le faccio io? Diffatti un’ora fa ho avuto la risposta che così dice: (Peppino bene, pregovi tranquillizzarvi saluti Vincenzo Ceccarelli) dopo sei ore ho saputo la notizia. Quando ho letto che tu stai bene mi è uscito spontaneo un sospiro di sollievo...Io non so come talune possono stare allegre, da una parte le invidio, se Dio non ci rimedia e farà che non si prolunghi ancora questa nostra separazione, sono guai…Lascio perdere perché ho fame, addio…

La guerra italiana, prigionieri austriaci dopo l'esplosione del Col di Lana

21 luglio
…ancora non mi dici se sei ritornato all’antica dimora. Domani senza meno, con la speranza che non ho tanto dolore alla testa ti farò una lunga lettera devo darti diverse notizie. Non ti celo che la mia tranquillità non è più come l’ho goduta per l’innanzi. Tu nulla mi dici, e Jano perché non scrive? La moglie continuamente piange, ed abbiamo ragione di far così, d’altronde voi pure chissà…
22 luglio
…Se sapessi con che smania febbrile aspetto la bella notizia che tu sei tornato in San Vito?!...Questo smacco ora non ci voleva…Non ti esporre…abiti riguardi ti raccomando…
Le Miroir 28 maggio 1916, due fotografie dopo l'esplosione della mina del Col di Lana, a sinistra il principe Gelasio Caetani, l'ufficiale ideatore e organizzatore dell'azione.


24 luglio
…Da quando a te ti hanno cambiato posto un grande pensiero sconvolge la mia mente; giorni fa scrissi direttamente all'on. Carboni, facendogli capire che siccome a tanti ha fatto grandi benefici mettendoli in questi stabilimenti dove si fabbricano i proiettili, se voleva interessarsi di mio marito che sono 14 mesi che trovasi in zona di guerra. Avevo tardato a scriverti per darti qualche bella notizia. Ieri mi fece chiamare Don Pio Carboni, dicendomi che il deputato mi aspetta personalmente a Frosinone, volendo da me chiarimenti e dovendomi parlare a voce…Sappi che allo stabilimento di Terni ci sono quattro verolani uno dei quali è tuo fratello, un altro è Gino Mazzoleni, un altro è Vincenzo Papetti (fralleone) vestono borghesi con la fascia tricolore al braccio ed hanno £ 6 giornaliere oltre il rancio, ce ne sono anche diversi allo stabilimento di Roma. Certamente dovrai sottoporti ad un esame e fare del tutto per essere ammesso; l’esame si tratta che ti faranno fare un lavoro. Io dirò che tu sei capace di fare il limatore mi pare che sia una cosa più semplice per te. D’altronde io non so, se tu fossi capace ad altro. Ecco in che cosa vorrei basarmi:-Cercare tutti i modi per farti avere qualche mese di licenza e, potendo aver questa, sarà molto più facile per te farti riuscire bene nell’esame...Che fortuna sarebbe anche per te se potessi far così...Io sto riservando per quest’affare l’assoluto silenzio perché per essere troppo espansiva e per fidarmi di tutti mi hanno spesso messo i bastoni fra le ruote. Tu pure non dir niente a nessuno perché c’è la grande difficoltà che quelli che trovansi in zona di guerra non possono tornare indietro, per te c’è la speranza che ancora non sei stato aggregato ad arma combattente…
Le Miroir del 28 maggio 1916, una fotografia del Col di Lana fatto saltare dagli italiani con l'esplosione del 17 aprile.


25 luglio
…Ieri sera con l’ultima posta ricevetti la tua cartolina del 19 e ora poco fa la tua carissima e graditissima lettera del 20 che mi ha arrecato molto piacere. Però ti dico francamente che stento a credere che tu ti sei procurata una branda; magari fosse vero!… Lo vedi, che io non m’ingannavo che tu eri stato in tutte quelle aspre posizioni per atterrare il famoso Castelletto. Chissà quanto avrai sofferto, specie la notte, e quante paure hai avute. E quando dormivi? Ma non hai fatto il raffreddore, e la tosse? Se nulla di grave ti è pervenuto, è proprio vero che il caro Bettino sarà stato instancabilmente al tuo fianco. Ah! Se fosse vissuto!...Il 18 agosto vado al camposanto con la cara Milena e porterò i fiori al caro angioletto. Spero che ti ci troverai anche tu, perché siccome ora le licenze sono aperte, la prima cosa che faccio chiedo un po’ di licenza per te. Questa sera chiedo l’indirizzo di Alfredo a zia Rosa e domani ti scrivo per cartolina e te lo mando. Poi per Alfredo farò scrivere al tuo S. Tenente e raccomandargli, se fosse possibile farti mettere a scrivere in ufficio…
27 luglio
…Torno proprio ora da Frosinone dove sono stata accolta con molta gentilezza dall’onorevole Carboni, con me è venuto don Pio, il quale si prende tanto a cuore il nostro affare. Il deputato mi dice, che se tu senti, e capisci di poter riuscire ad un esame di capolavoro, ove sarai sottoposto, che immediatamente fai domanda al comandante di corpo d’armata di essere arruolato come meccanico in un’officina governativa; se tu sarai riconosciuto idoneo allora lui forzerà per farti subito entrare o a Roma, o a Segni, oppure a Terni. Io non so se tu te ne intenderesti di fare il meccanico, pensaci e rispondimi qualche cosa in proposito. Poi siccome l’ho pregato acciò ti potesse far avere un po’ di licenza, presente me ha scritto al ministero della guerra e al comandante del tuo reggimento, mi ha detto che te l’avessi avvisato, perché alle volte questi si prendono il ticchio di rivolgere delle domande ai soldati per sapere qualche cosa, mi ha raccontato dei fatti che ha dovuto avere dei rimproveri, perciò se il tuo superiore ti rivolgesse qualche domanda; attento. Poi sono stata all’ospedale da Peppino Cristini, che si trova in una cameretta con altri due ufficiali i quali tanto si sono divertiti con Milena…Fuori di Frosinone ho incontrato dei soldati che stavano facendo l’istruzione, ho visto uno che era canuto addirittura, non c’era in verità un giovane, era nientedimeno la classe del 79 credimi erano tutti avviliti e certo tutti padri di famiglia. Sono i più quelli che dicono che la guerra tarda, giusto all’ospedale mi hanno fatto vedere una camera piena di balle di medicinali per il 1917, e se tardasse veramente a farsi la pace (speriamo che si facesse il contrario) non sarebbe cosa buona che tu ti decidessi a procurarti qualche cosa? Parlarti degli innumerevoli feriti che ho visti è cosa da non poterti descriverti è roba che non ho potuto mangiare, mi veniva da piangere, in una sala mi sono intesa chiamare a nome, non potevo riconoscere, era il figlio di Andrea Moranti, addirittura rovinato per la guerra…
30 luglio
…Oggi Dio solo potrebbe farti comprendere in che smania io mi trovo, dal 25 a sera dacchè ricevetti l’ultima tua cartolina che porta la data del 22, non ho saputo più niente. La mente mi dice tante cose e il mio cuore è oppresso…Io non so da che diavolo dipende, ogni po’ di tempo mi deve succedere così. Volevo scriverti un lunga lettera ma non ci riesco. Dammi subito buone notizie e dimmi che sei tornato in San Vito; oh!..non vedo l’ora…
Le Miroir 17 dicembre 1916, esplosione di una mina italiana in Carnia



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