venerdì 28 marzo 2014

Cronologia fotografica e illustrata della Prima Guerra Mondiale Seconda parte Luglio 1914

Cronologia fotografica e illustrata della Prima Guerra Mondiale
Seconda Parte
dall'attentato di Sarajevo allo scoppio della Grande Guerra


Luglio 1914: il processo a Madame Cailloux in un'illustrazione di Achille Beltrame per La Domenica del Corriere
Apriamo questa seconda parte della cronologia della Prima Guerra Mondiale con un'illustrazione di Achille Beltrame per La Domenica del Corriere che apparentemente può sembrare estranea al susseguirsi di avvenimenti che condussero alla guerra nel luglio-inizio agosto del 1914. Nel racconto d'immagine di Beltrame vediamo il processo nei confronti di Madame Henriette Caillaux che il 16 marzo 1914 aveva ucciso con un colpo di pistola il direttore di Le Figarò, Gaston Calmette. Henriette era la moglie dell'ex primo ministro francese Joseph Caillaux, con lui aveva avuto una relazione amorosa prima del matrimonio mentre era sposata con un altro uomo. Le Figarò, giornale della destra francese, stava pubblicando da tempo documenti che riguardavano Joseph Caillaux, esponente della sinistra e pacifista, al fine di screditarlo. Tra questi, dovevano uscire delle lettere che rendevano nota la relazione extraconiugale prima del regolare matrimonio (anche Caillaux era stato già sposato). Il 20 luglio del 1914 iniziò il processo a Madame Caillaux: attorno all'assassinio di Calmette e alla figura di Henriette Caillaux si focalizzò l'attenzione dei francesi. Questo fatto divenne il simbolo della "distrazione" con cui i francesi, ma non solo, vissero il precipitare degli avvenimenti che nel giro di tre o quattro giorni, portò all'inizio della Prima Guerra Mondiale. Molte fotografie di questa seconda parte della cronologia sono tratte dal primo volume di La France hèroique et ses allièes, una pubblicazione edita da Larousse nel 1919 e che riproponeva in veste elegante molte fotografie già diffuse negli anni della guerra.

1914-28 giugno. L'erede al trono dell'impero di Austria e Ungheria Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia, vengono assassinati a Sarajevo da uno studente serbo-bosmiaco, Gavrilo Princip. Gli austroungarici ritengono  da subito che l'attentato sia stato preparato e favorito dal governo serbo. Fotografia tratta da La France hèroique et ses allièes.
1914-20 luglio. Il primo ministro francese Raymond Poincaré e lo Zar di Russia Nicola II nel corso della visita del governo francese in Russia. L'alleanza tra la Repubblica francese e la Russia zarista, in funzione antitedesca, viene rafforzata. Si è molto discusso su una sorta di via libera di Poincaré ad un'azione dei russi in difesa della Serbia e contro la Germania. Fotografia tratta da La France hèroique et ses allièes.
1914-23 luglio. A Belgrado, capitale della Serbia, giunge l'ultimatum del governo austroungarico sulle condizioni che evitino una dichiarazione di guerra. Il governo serbo accetta tutte le condizioni, meno quella che prevede la partecipazione di funzionari austriaci nella conduzione delle indagini. Fotografia tratta dalla rivista Panoramà de la guerre, edita nel corso della guerra.
1914-24 luglio. L'esercito russo in un'illustrazione tratta dalla rivista francese Panoramà de la guerre. Mentre il governo britannico presieduto da Sir. Edward Grey, lancia la proposta di una conferenza internazionale per risolvere la situazione nei Balcani, la Serbia si rivolge alla Russia per chiedere aiuto. La Russia accetta e inizia a mobilitare il suo esercito.
1914-28 luglio. L'Austria dichiara guerra alla Serbia. Nelle quattro fotografie pubblicate nel volume La France hèroique et ses allièes, alcuni tra i principali esponenti della diplomazia nel luglio del 1914. L'ultimo a destra è il conte Leopold Berchtold, ministro degli esteri austriaco e più convinto sostenitore della guerra contro la Serbia.

1914-30 luglio. La Germania, legata all'Impero Asburgico dalla Triplice Alleanza, chiede alla Russia di interrompere la mobilitazione dell'esercito zarista, considerata di per se stessa un atto di guerra. In questa fotografia, tratta da La France èroique et ses alliées, il cancelliere tedesco Betthman Hollweg. Figura complessa e considerata come un moderato nello schieramento politico tedesco, Betthman Hollweg fu molto influenzato dal carattere di Guglielmo II e si mostrò spesso esitante nelle sue decisioni, sia al momento dello scoppio della guerra che nella sua conduzione. I tedeschi non volevano che la tensione tra Austria e Serbia si trasformasse in una guerra generale, ma garantivano il loro appoggio all'Austria in caso di mobilitazione dei russi. Era, come fu definita, una sorta di "cambiale in bianco".

1914-31 luglio. Il capo dei socialisti francesi Jean Jaures, viene assassinato a Parigi dal nazionalista Raoul Villain. In questa fotografia, tratta dal volume La France èroique et ses alliées, Jaures mentre parla in un comizio. Pacifista e deciso sostenitore dell'internazionalismo, Jaures è ricordato come l'uomo che avrebbe potuto contribuire a salvare la pace in Europa a causa della sua grande influenza nella Seconda Internazionale socialista che invece si dissolse con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la votazione dei crediti di guerra da parte del partito socialista più forte e organizzato: quello tedesco.

1914-1 agosto. La Germania dichiara guerra alla Russia. Questa celebre fotografia della pubblica lettura della dichiarazione di guerra, venne inserita come figurina nell'album Der Weltkrieg, pubblicato in Germania quando Hitler era già al potere. Le figurine riproducevano molte fotografie eseguite nel corso della guerra e si acquistavano insieme alle sigarette.

1914-1 agosto. Vittorio Emanuele III, re d'Italia. L'Italia, legata a Germania e Austria dal patto di Triplice Alleanza, si dichiara neutrale. Non è stata informata delle intenzioni austriache di dichiarare guerra alla Serbia; il patto prevede che solo in caso di aggressione ad un dei paesi alleati si debba entrare in guerra. L'Italia, vista la sua posizione geografica e le rivendicazioni territoriali nei confronti dell'Austria, ha poche possibilità di restare neutrale nel conflitto europeo.

1914-2 agosto. Una grande mobilitazione popolare in favore della guerra è attestata da questa fotografia eseguita a Berlino e pubblicata nel 1915 sul primo numero della rivista Der grosse krieg in bildern (l'abum della guerra). Plurilingue e destinata a sostenere con le immagini le ragioni della guerra tedesca, la rivista era destinata soprattutto alle nazioni neutrali. Oggi gli storici hanno ridimensionato questa adesione popolare alla guerra nazionale che le fotografie documentano nel corso di grandi manifestazioni nelle principali città europee.

1914-2 agosto. Alcune fotografie del Lussemburgo pubblicate sulla rivista Panorama de la guerre. I tedeschi entrano nel piccolo ducato violando le norme del diritto internazionale e inviano un ultimatum al Belgio chiedendo di far passare le loro truppe su un territorio sovrano e neutrale.

1914-3 agosto. Alberto Primo, re del Belgio. Il sovrano del Belgio non accetta l'ultimatum tedesco e chiama il suo popolo alla lotta contro l'invasore. La decisione dei belgi di combattere si rivelerà fatale per i piani tedeschi che prevedevano di sconfiggere rapidamente la Francia e poi rivolgersi contro la Russia. L'avanzata tedesca in Belgio sarà più difficile del previsto.

1914-3 agosto. Invasione del Belgio e dichiarazione di guerra alla Francia da parte dei tedeschi. Questa fotografia è un documento sulla giornata del 3 agosto a Parigi, quando lo spirito di difesa nazionale e l'orgoglio francese si mostrarono in  grandi manifestazioni di adesione alla guerra. Nella fotografia, tratta da La France èroique et ses alliées, l'abbraccio di un richiamato a sua moglie. Tutti credono e sperano in una guerra breve.

1914-3 agosto. A Parigi un corteo di volontari per il fronte. Tra i volontari ci sono anche molti emigrati di diverse nazionalità, tra questi i membri della comunità italiana. Gli italiani verranno inquadrati nella Légion étrangère a cui saranno poi aggregati i volontari garibaldini provenienti dall'Italia.

1914-4 agosto. Il primo ministro britannico Edward Grey. L'Inghilterra rompe gli indugi e dichiara guerra alla Germania. Insieme ad altre considerazioni di carattere strategico sullo scacchiere europeo (gli inglesi non vogliono una Germania troppo forte e una Francia indebolita) è l'invasione tedesca del Belgio a far pendere la bilancia per la partecipazione inglese alla guerra. Per gli inglesi il Belgio occupato significa avere i tedeschi a due passi dall'Inghilterra. Da questo momento la guerra diventa un duello per l'egemonia mondiale. I tedeschi non avevano preso seriamente in considerazione la partecipazione inglese alla guerra.


1914-5 agosto. L'Austria dichiara guerra alla Russia. Francesco Giuseppe, l'anziano imperatore e custode dell'impero austroungarico in una fotografia ufficiale. La guerra porterà alla scomparsa di tre imperi: Austria-Ungheria, Germania e Russia.

lunedì 24 marzo 2014

Cronologia fotografica e illustrata della Prima Guerra Mondiale. Parte prima: dal 1900 alla Seconda Guerra Balcanica


Dal 1900 alla Seconda Guerra Balcanica
Questa cronologia della Prima Guerra Mondiale é un percorso fotografico e di illustrazioni che accompagnerà il lettore lungo un itinerario di immagini che segnala le date degli antefatti e dei maggiori avvenimenti della Grande Guerra. Ogni fotografia, cartolina o illustrazione sarà accompagnata da un breve commento.

Gran parte delle fotografie che riguardano gli anni precedenti l'inizio della Prima Guerra Mondiale, sono tratte da un libro in tre volumi pubblicato nel corso della guerra. "L'histoire illustré de la guerre du droit" di Emile Hinzelin, edita dalla Librairie Aristide Quillet di Parigi, è un'opera violentemente antitedesca che nel titolo pone al centro le motivazioni dell'impegno delle nazioni avversarie degli imperi centrali: la difesa del diritto, regolato da leggi e trattati internazionali, contro la forza che di per se stessa crea il diritto. Questo tema animerà uno scontro ideologico mai conosciuto prima del 1914 e attorno al quale si accenderà la disputa politica e storiografica sulle responsabilità dello scatenamento della guerra, una volta cessate le ostilità.

1903-1 maggio. Una fotografia della visita ufficiale del re d'Inghilterra Edoardo VII in Francia. L'avvenimento prelude all'Intesa Cordiale tra Francia e Impero Britannico. Da "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

1904-4 febbraio. Inizio della guerra russo-giapponese  in una cartolina nipponica che mostra soldati giapponesi in una trincea improvvisata.

1905-31 marzo. Un momento della visita dell'Imperatore di Germania Guglielmo II a Tangeri, in Marocco. Inizia in questo modo la prima crisi marocchina, le questioni coloniali  stanno diventando un forte motivo di tensione tra le maggiori potenze europee. Da "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

1905-5 settembre. Il trattato di Portsmouth mette fine alla guerra russo-giapponese. Il Giappone ha sconfitto l'impero degli zar, è la fine dell'imbattibilità dell'uomo bianco in una guerra moderna. La sconfitta dei russi in estremo oriente provoca in Russia la rivoluzione che sarà repressa duramente dallo zar Nicola II. La rada di Port Arthur con le navi da guerra russe semiaffondate in una fotografia pubblicata su "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

1906-8 aprile. Il trattato di Algesiras pone il Marocco sotto il controllo di Francia e Spagna. Tangeri in una fotografia di "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

1907-15 giugno. Il palazzo della pace all'Aia in una fotografia da"L'histoire illustrée de la guerre du droit". Qui si svolge la prima conferenza per porre fine alla corsa agli armamenti tra le grandi potenze europee.

1908-6 ottobre. Sarajevo in una fotografia da "L'histoire illustrée de la guerre du droit". L'impero di Austria e Ungheria si annette la Bosnia-Erzegovina. Questo fatto provoca la nascita di un forte sentimento filo serbo tra le popolazioni di origine slava.

1910-6 maggio. Giorgio V d'Inghilterra diventa re dopo la morte di Edoardo VII. Da "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

1911-1 luglio. L'arrivo della cannoniera tedesca Panther nel porto di Agadir in una fotografia da"L'histoire illustrée de la guerre du droit". Questo fatto riapre la crisi marocchina e provoca una forte tensione internazionale.

1911-29 settembre. L'Italia dichiara guerra alla Turchia per il possesso della Libia. In questa cartolina lo sbarco dei soldati italiani a Tripoli. La guerra italiana contro la Turchia da il via ad una fase di conflitti che coinvolge la Penisola Balcanica.

1912-17 ottobre. La Turchia dichiara guerra alla Lega balcanica composta da Serbia, Bulgaria, Grecia e Montenegro: è la Prima Guerra Balcanica. Soldati serbi in una fotografia da "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

1912-18 ottobre. Trattato di pace tra Italia e Turchia, all'Italia vengono assegnate la Libia e il Dodecaneso. Una cartolina di un accampamento italiano alla periferia di Tripoli, la guerra per gli italiani si è rivelata più difficile del previsto e il controllo del territorio libico si limita alla fascia costiera.

1913-4 marzo. Viene eletto alla presidenza degli Stati Uniti d'America Woodrow Wilson. Da una fotografia pubblicata sulla rivista francese Les Annales nell'ottobre 1916.

1913-30 maggio. Pace tra Turchia e stati balcanici. La Serbia esce rafforzata dalla guerra. L'esercito turco in ritirata in una fotografia da "L'histoire illustrée de la guerre du droit".


1913-30 giugno-1913-10 agosto. Inizio e fine della Seconda Guerra Balcanica tra le nazioni vincitrici della prima. Il trattato di Bucarest conclude la Seconda Guerra Balcanica: la Bulgaria che non aveva voluto riconoscere il dominio sulla Macedonia alla Serbia, ne esce indebolita e comincia a riavvicinarsi agli imperi centrali. Crescono le preoccupazioni austroungariche per una Serbia che sempre più si rafforza ed è protetta dalla Russia. Una riproduzione del trattato da "L'histoire illustrée de la guerre du droit".

lunedì 17 marzo 2014

Lettere dalla Grande Guerra Margherita Del Nero dicembre 1916


Il paese di Veroli nelle lettere

di

Margherita Del Nero a suo marito al fronte

1915-1918
cartolina francese inviata alla fine del 1916  


1916
                                               

sesta parte
dicembre 1916
A dicembre del 196 Giuseppe scrive a Margherita che verrà in licenza a Natale, ma invece viene spostato da S. Vito di Cadore e inviato in un settore più avanzato del fronte: per il momento niente licenza. Margherita quasi impazzisce per la delusione e le sue lettere provocano anche l'irritazione del marito che purtroppo deve solo eseguire gli ordini. Intanto cresce nel paese l'insofferenza del popolo nei confronti della guerra che provoca anche alcuni scioperi. Margherita ne ha notizia dai giornali e dalle voci che circolano, scrive al marito che i socialisti di tutte le nazioni vogliono la pace. Ma la pace non arriva. Il tempo è brutto e piovoso, a Veroli si diffonde tra i bambini un'epidemia di tosse e molti muoiono. Milena, dice il medico, è di robusta costituzione e non corre pericoli. Margherita si preoccupa, assilla il marito, prova invidia per gli altri soldati compaesani che tornano a casa in licenza. Giunge Natale, Margherita va a passarlo in casa del fratello Vincenzo. Come alla fine del 1915, Giuseppe non è tornato a casa per Natale.
1 dicembre
...L’altra sera qui si sparse la voce una donna francese vestita da monaca aveva ammazzato Guglielmone; la contentezza era in tutti i cuori e solo si aspettava la posta per vedere se realmente c’era qualche notizia di fondamento sui giornali; invece si è letto che è malato, di quando ci darà proprio un accidenti?! Qui non c’è settimana che non giunge notizia di morte di qualche povero giovane e padre di famiglia. È morto il figlio di Pietro quello che è fattore a sor Pompo Cocchi; era un bel giovane, non so se tu lo conoscevi; lascia la moglie e tre bambine, una delle quali nata da pochi giorni, aspettavano in famiglia che tornasse il padre a licenza per battezzarla. Bisogna sospirare a forza, che maledetti tempi…
Cartolina tedesca con Guglielmo Secondo che prega per i caduti in guerra
3 dicembre
…Ora i giorni mi sembrano molto più lunghi che per l’addietro, si potrebbe dire che si possono contare le ore per poterci rivedere e goderci insieme quei bei quindici giorni. Come sono pochi però!.. mi sembravano un sogno! L’anno scorso dopo che andasti via credevo impazzire; come rimasi brutta e sola…. Oh! Dio si dovrebbe muovere finalmente a compassione, come, come si soffre. Se avremo la forza e coraggio, e se la fortuna ci assiste a farci rimanere salvi da questa strage, quando saremo vecchi, questo tetro ricordo ci farà spavento, non ti pare? Anche Milena se vedessi come ti aspetta! L’altra notte si è svegliata m’ha chiamata e così m’ha detto: mamma, è rivenuto papà?  e mentre così mi diceva cercava di stringersi a me. No, facevo io, non devi aver paura papà ti vuole bene, torna tra giorni, essa allora fece: mamma lo so visto io quando tenevo gli occhi chiusi, m’ha dato due bacetti perciò è rivenuto. Te ne sei accorto?!, ti aveva sognato, essa che non sapeva dar ragione del sogno, credeva che tu fossi tornato. Dovetti accendere la candela e farla persuasa che tu non c’eri. Se avessi visto!.. guardava con due occhi sbalorditi!.. Com’è paurosa. Peppino mio! ha paura dei cavalli, delle biciclette, dei cani, dei gatti, di tutto insomma. Se vedessi belli riccioli che ha, e come Peppino mio somiglia a te, la bocca, i movimenti di essa, teli ha spiccicati. Quando vieni? Ha ragione chi mi dice che non c’indovineremo più a fare una bella creatura così? Che ne dici tu, sarà vero?...Se vedessi quanti soldati ora stanno in licenza?!... ti rimetto i saluti di Saverio Pagliaroli che sta a licenza pure lui, mi dice che sta in Carnia, vicino a te mi pare, è?...
4 dicembre
Devi sapere che io i giornali non rileggo quasi mai, però non mi sfuggono le notizie più essenziali. Ieri sera comprai il piccolo, in esso lessi la rivolta in Grecia e specie ad Atene, lessi lo sciopero che da più giorni è a Milano, la grande discussione che si è avuto a Berlino in questi ultimi giorni, la conclusione della quale è che i socialisti germanici vonno la pace. Ieri sera poi vennero a Veroli quelli del 76 e 77 che erano stati alla visita a Frosinone, siccome ce ne son molti che avevano avuto l’ordine di andare a Roma, giunti alla stazione dovettero fare indietro, perché a Roma vi era lo sciopero generale, e alla stazione i treni erano fermi non si poteva partire. Oggi si è saputo che allo sciopero di Roma tra i grandi arresti, ci sono un centinaio di donne. C’è il partito socialista di tutti i regni che vuole assolutamente la pace, e nella discussione germanica dice infine un deputato socialista, è ora di finirla, non vogliamo che più si sparga inutilmente del sangue. Come son contente nel leggere queste notizie, e spero e prego acciò presto il cielo ci faccia lume che questa strage abbia fine…
Soldati austriaci che si arrendono agli alpini italiani. Cartolina francese
6 dicembre
…Oggi quà è una bella giornata di sole, tutta differente da ieri, Milena già sta a scuola, sarebbe cosa buona che andassi a prenderla e portarla a spasso, però è venuta una ragazzina poco fa a chiamarmi e mi dice che zia Costanza sta male e mi aspettano a casa. Son diversi giorni che non esco a causa del tempo cattivo. Ci mancherebbe anche la malattia di quest’altra adesso. Ci vuole proprio più coraggio in questi tempi…

7 dicembre
…Ieri dopopranzo andai alla posta per vedere se fosse arrivato qualche tuo caro scritto. Per la strada m’incontrai con la moglie di Jano, la quale mi fece leggere un’illustrata che gli aveva mandato il marito, e portava la data del 4 corrente. Figurati m’impressionò tanto e non sapevo cosa pensare; molto più poi perché era scritta di tuo pugno. Questa notte non ciò dormito, però questa mattina la prima posta è stata proprio buona con me: mi è giunta una cartolina con la data del 30, una con la data del 1° e una lettera del 2 corrente.  Oggi , sebbene è antica usanza di Veroli, fare il digiuno in onore di Maria Santissima; non ti nego caro Peppino che ho dovuto mangiare con più appetito del solito, tant’era la mia contentezza. Mi dici che è sicuro che tu parti da costi il 20 o il 21; e quando arriveresti alla stazione di Frosinone? Perché non me lo ridici? Io, credimi, sto contando le ore...
9 dicembre
…Sono le otto pomeridiane, e mi duole doverti dire che ieri non ti scrissi ed oggi mi son ridotta a quest’ora, certo la imposterò domattina per tempo, però si può far conto che son due giorni che non t’invio mie notizie. Ieri presi un po’ di carne di maiale per farti un po’ di salsiccie, penso, così quando riparti saranno quasi secche e ti faranno più comodo. Ecco perché ho tralasciato di scriverti. Però se ti dico una cosa, ci credi? Sembra che ora, tranne il dirti che tanto io che Milena sto bene, sembra che più niente debba dirti, tant’è la smania di presto rivederti e parlarti a voce. Io sto pensando che se parti da costì il 20, arrivi a Frosinonre la notte del 22 venendo il 23, non è così?! E se parti il 21, la notte del 23 venendo il 24. Dimmi se è giusto questo conto che mi faccio oppure dimmi il giorno preciso e anche l’ora. Che smania che tengo di presto riabbracciarti!...
 
Paesaggio del Cadore in una cartolina inviata da Giuseppe Mizzoni a Margherita Del Nero
11 dicembre
…Ieri sera, come il solito, dopo averti scritta una lettera; stavo aspettando il postino che mi portasse qualche tuo caro scritto; difatti venne, mi portò la tua lettera in data 7 - Novembre. Mai avrei anche lontanamente sospettato un tal colpo, credevo che mi prendesse un male, questa notte non ho chiuso un occhio. Mai mi  sarei  creduto, che in questa rigida stagione, ti avessero cambiato, chi dei tuoi amici è capitato con te? Perché quando ti sei accorto che si richiedeva un numero di soldati per andare più avanti, non ti sei squagliato? Tu non hai nessuna furberia, e sono proprio sicura che ti metti sempre avanti . Peppino, te ne prego con le lacrime agli occhi, fai qualche cosa per farti riformare, io non ce la faccio più a resistere così. Non faccio altro che sospirare, sembra che il cuore voglia scoppiarmi …cerca di venire per Natale, qui si dice pure che per il 24 ci sarà una scossa di terremoto. Non fa altro che piovere; e come posso vivere tranquilla, pensando che tu ti trovi continuamente in mezzo alla neve ….È inutile, la guerra fa divenir pazzi, non ti esporre...
11 dicembre  BIS
...qui  l’infezione della tosse convulsa per i bambini infierisce ogni giorno più. Sono tre o quattro giorni che ne muoiono un bel po’; son tutti figli di richiamati, oggi s’è chiuso anche l’asilo. Senti, Peppino, tu stai tra guai e tormenti, io ti tengo in cuore , ma dimmi però, come devo stare pur io, il pensiero per te mi fa perdere addirittura la testa; il grande pensiero che mi mette Milena… Che vita è questa?!....Io non posso darmi pace, come mai, proprio ora che dovevi venire a licenza, perché ti hanno traslocato altrove? Del tuo reparto che era lì a San Vito, sempre che il più dei tuoi compagni, rimarrà lì, e perché proprio a te  è toccato sloggiare? oh! dio! Non posso, non posso darmi pace!..Ce ne saranno tanti, nati e abituati più di te agli strapazzi, perché non è toccato a loro?? Non sono esaudita da nessuno, più prego, e più le cose mi vanno a traverso, com’è questo? Che tu sei di natura buono e pacione, è inutile vai sempre avanti, cerca, amore mio, di esser più furbo, salvati la vita, core mio, non per me, per Milena...
13 dicembre
…Questa mattina per tempo a mandato zia Rosa giù a casa pregandomi che fossi andata a farci qualche cosa, perché essa si sentiva male e avvilita, questa sera riparte Alfredo, mi è dispiaciuto tanto ma non ci sono andata mi sento avvilita pur io e piuttosto che dar loro aiuto finivo di affliggerle; ho fatto chiamare Maria di Toto e ce l’ho mandata questa sera ci arriverò giusto per salutare Alfredo. Qui, Peppino mio non fa altro che piovere, c’è un umidità che è addirittura penetrata per le ossa. Barbanera mette una scossa di terremoto il 24 corrente, sono molti i prognostici che si fanno, si deve vivere pure con questa paura. Del resto però, è proprio quella aria monotona che faceva il 1913...E come cammini ora col mulo sopra tutta questa neve? O il mulo più non lo tieni? Costì ti ci hanno mandato per rinforzo per poco tempo, o per sempre? C’è qualche speranza che ti rimanderanno a San Vito? E se siete venuti in 15 costì, com’è che tra tanti ci sei entrato proprio tu? Come t’infastidisco con tante domande, è vero? Sarei smaniosa di sapere tutto. Vieni, vieni presto a licenza così mi tranquillizzo un po’. Qui corre voce che fino a Natale le licenze sono sospese. Anche questo ci mancherebbe…Lo sai? Si sono aperte le camere, i deputati socialisti hanno subito portato l’argomento che vogliono la pace; gli altri hanno risposto che si potrà incominciare a parlare di questo al minimo ad altri 6 mesi… La conclusione è che hanno fatto a cazzotti, e le camere si sono chiuse. Si dice proprio da tutti che alla guerra non ci bastano altri due anni…
15 dicembre
…La moglie di Vincenzino mi dice che tanto Tano che il marito, arrivano il23. Al sentire queste notizie, mi sento lo stomaco ricolmo di veleno; perché penso: Se proprio adesso ti hanno mandato costì, è segno che ne avevano bisogno, e per questo, è di sicuro che non ti mandano; ti pare? Mi succede che spesso piango, le mie lacrime sono di fuoco, maledetto destino! proprio a te è toccato andare; tutti i miei sogni sono svaniti, e poi, dimmi che non sono disgraziata, e la sfortuna mi perseguita in tutti i modi. Sto aspettando con ansia febbrile che mi giungesse una lettera che mi rincuorasse. Sarebbe meglio che non li vedessi per niente questi tuoi compagni, specie poi se il destino sarà perfido a non far venire te. Noi stiamo bene in salute, come auguro che sia sempre di te, però qui è un continuo piovere, si stanno fracicando le mura, è una pietà e questo tempo fa spavento. Lo sai? Hanno chiamato già il 98 e tutti quelli che durante il periodo della guerra sono stati riformati. C’entra Giggi e Giovannino, così è compiuta l’opera…
Fotocartolina con un gruppo di alpini fotografati nelle retrovie del fronte
18 dicembre
…sono rimasta grandemente rattristata nel leggere che la neve costì è alta quasi tre metri; mi dici che ora stanno facendo le gallerie per passare, ma se mentre siete in viaggio, la neve si spalla e vi seppellisce? Oh! Dio quanti pensieri! La guerra mi atterra, io non so, ci sono tanti stupidi che sono negli uffici a scrivere, che stanno bene insomma, nei posti riparati…E proprio adesso che dovevi venire a licenza, questo colpo non ci voleva, è una pillola che non so e non posso digerire… Lo sai? Ieri dopopranzo venne la moglie di Tano giù a casa, mi fece leggere un telegramma il contenuto del quale, è che il marito è partito da San Vito il 16, diceva alla moglie di volerci mandare una carrozza la notte del 18 arrivava alla stazione, questa notte all’1 dopo mezzanotte viene Tano. Dopo aver saputa questa notizia, mi sentii un nodo stringere la gola, e se non piangevo, chissà che mi sarebbe successo. Questa mattina, poi ho saputo dal padre di Vincenzino che forse arriverà pure lui con Tano, hai capito?
21 dicembre
…Chi mai l’anno scorso si sarebbe creduto che a un altr’anno ancora sarebbe esistita la guerra! Chissà quanti saranno lieti, felici in questi giorni, uniti alle loro famiglie, dimentichi delle amarezze e fatiche dalla guerra, accarezzati dal dolce sorriso dei cari figli, dalle affettuose premure della sposa. Noi dobbiamo stare così lontani, mentre da gran tempo il nostro sogno era di ritrovarci insieme in si bella ricorrenza. Gesù Bambino che vorrà, nascendo, portarsi la pace, ci darà forza e coraggio e rassegnazione, con la ferma speranza che anche noi presto godremo uniti un po’ di quella pace che è riservata a due cuori che si amano di puro e intenso affetto. Ed auguriamoci pure che il nuovo anno ci sia apportatore di pace,  onde tutti riuniti in famiglia, possiamo sistemarci e vivere tranquilli, almeno più del passato. Io per mio conto , fingo che il Natale per me non sia venuto, mi riservo di festeggiarlo con te. Tu pure cerca di stare contento e di passare questo giorno con i compagni meglio che puoi...
22 dicembre
…Mi domandi di Milena, con la notizia della tua nuova dimora, ho dimenticato parlarti di lei. Fui in farmacia, certo non posso negarti che io mi agito troppo; però devo sapere pure che son morti diversi bambini di tosse e tutti figli di richiamati. Dunque fui a domandare al dottore che cosa potevo dare, alla nostra Milena per prevenirle la tosse. L’intese tossire ed osservatala bene disse: Fin ad ora non ha nessun sintomo della tosse convulsa, però potrebbe da un momento all’altro venire, giacchè nell’aria di Veroli vi è quest’infezione; del resto la sua bambina è robustissima e la passerebbe...
23 dicembre
…Ieri venne Tano a casa e mi fece stare un po’ allegra; me ne dice di tutti i colori. Mi ha raccontato il tempo che eravate agli alpini quest’estate, e diceva che avete corso un grave periodo di pericoli. Mi raccontava che eravate ridotti irriconoscibili e tu, cattivo, niente mi dicevi. Io però tutto capisco e comprendo bene che si tratta di guerra; e mai sorge nel cuor mio l’idea di esser tranquilla, sapendo che tu sei a soffrire…Credimi, ormai convinta che non si possono avere delle gentilezze da nessuno, specie per la guerra, io non faccio altro che raccomandarti al buon dio e alla Vergine santa; e poi in ispecial modo, prego il nostro caro Bettino acciò ti sia sempre affianco e ti salvi dai pericoli, e non dubitiamo, che questo nostro caro angioletto, pregerà e veglierà su te e su noi...
24 dicembre
Questa mattina ho ricevuto la tua cara cartolina che porta la data del 19. In essa chiaramente  mi fai accorgere il tuo malumore nel mio modo agitato di scrivere. Certo, non ti nego che un po’ di ragione la tieni; ma io che sono un essere sensibile e impressionabile, tengo le buggere al vedere tanti soldati a far Natale alla casa, mentre tu devi farlo costì, lontano da tutti e in mezzo alla neve. Ma basta, ormai non pensiamoci più, solo speriamo che presto giunga anche per noi quel bel giorno onde potremo riunirci e godere un po’ di giorni di felicità. Questa notte, di soldati ne sono giunti una quantità; tra gli altri, Vincenzino Ceccarelli e tuo fratello Nazareno. Poco fa è venuto Ceccarelli, mi ha portato i tuoi saluti, mi ha detto che stai bene, e che presto verrai. Ti ho già detto in altra mia, che il Natale lo avrei fatto sola con Milena, ieri sera Vincenzo mi domandò con chi passavo il Natale, ci risposi, sola, e lui mi disse, vieni da me, io ringraziai. Questa mattina è venuta a chiamarmi la sua serva dicendomi che Vincenzo voleva parlarmi. Sono stata da lui, mi ha fatto leggere una lettera di Tilluccia nella quale dice: (caro fratello, ho spedita una cesta di pesci ed una scatola con dolci, il tutto diretto a te. Spero che farai le veci di papà tenendo con te in questa ricorrenza Concetta e Margherita, e far dimenticar loro le amarezze della guerra che da lungo tempo le tiene agitate e lontane dallo sposo. Dopo aver letto questo, volevo ancora seguitare a dir di no, ma tu conosci Vincenzo, è andato sulle furie, ho dovuto accettare, perciò questa sera vado a cena con lui e anche domani a pranzo. Credo che non ti dispiacerà, e poi mi hai dato autorizzazione pure tu di andare con chi volevo. Tutti i miei parenti volevano che andassi da loro, però è meglio che vado da mio fratello tanto più che c’è pure Concetta. Siccome ci viene anche Sor Cesare Lauri con la figlia, perché son soli anche loro, hanno accomodato un tavolinetto per i nostri bambini con giocattoli…
30 dicembre
…Se tu hai pianto nel leggere la letterina della nostra figliuola, credimi, Peppino mio, che io pure nel leggere gli auguri che tu nella cartolina hai fatto a lei,  mi sono tanto commossa che a stento ho potuto finirla. Tanto buon umore mi hanno recato i tuoi cari scritti di questi ultimi giorni che mai non mi stanco di leggerli. Queste cartoline che mi son giunte oggi le ho lette una ventina di volte, la tua Milena, prima se l’è fatta leggere a me, e poi tutta di corsa è andata da Giggi dicendo: vedi che ha mandato a dire papà mio? Tuo fratello leggeva: (nell’ardente brama di riabbracciarti e in ultimo con tantissimi bacetti suoi:)  e lui: facendo le tue veci abbracciava e baciava Milena che tutta attenta ascoltava . tutta ad un tratto ci si è rivoltata in faccia ed ha detto: (ma tu non sei papà, questo me lo fa papà mio.) Giggi è rimasto; ha degli scatti peggio di una grande. Ma se vedessi com’è affezionata… sarà perché ci è più a contatto, è molto più affettuosa con i tuoi (insensibili) che con i miei. Quando vede Giggi, perché ci dimostra un po’ più d’affetto ci corre incontro, l’abbraccia, lo bacia, e quando lo vede uscire lo piange come faceva a te. Se sapesse poi il bene che ci vuole tanto zia Nena e Quintina, e Giorgia Paolina…Vincenzo la sera di Natale, rimase nel vedere il contrasto tra Titina e Milena e diceva: La fisionomia è del padre, ma la intelligenza avrà preso proprio di noi, è un demonietto…
Milena bambina in una fotografia successiva al 1916




Questa è l'ultima lettera del 1916 di Margherita Del Nero. Nel 1917 e nel 1918 i miei nonni materni continueranno a scriversi, sino all'ultima lettera conosciuta di Margherita in cui informa il marito dell'epidemia di febbre spagnola nelle contrade intorno a Veroli. Le lettere del 1917 e del 1918 sono in fase di trascrizione, fra qualche mese inizierà di nuovo la pubblicazione di questa testimonianza sulla Prima Guerra Mondiale e il vissuto della gente comune coinvolta nella catastrofe che si abbatté sull'Europa e cambiò la storia mondiale.

lunedì 10 marzo 2014

Lettere dalla Grande Guerra Margherita Del Nero settembre ottobre novembre 1916



Il paese di Veroli nelle lettere di Margherita Del Nero a suo marito al fronte

1915-1918

lettera del 18 settembre 1916 con vistosa cancellazione da parte della censura
1916
                                               

quinta parte
Dopo l'euforia per la conquista di Gorizia, la guerra riprende con un meccanismo incessante che il giovane scrittore italiano Renato Serra, caduto nel 1915, descrive come un lavoro ripetitivo fatto sempre delle stesse cose e della stessa morte. Nei tre mesi che abbiamo riunito, le lettere di Margherita diventano più strazianti perché la fine di questo fatto incomprensibile, la guerra, non si vede. Intanto invia a  Giuseppe le notizie dell'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità e della morte di altri compaesani. Fra questi c'è un suo cugino, Fernando, caduto sul Carso. Margherita una sera va al cinema, porta con se Milena e insieme vedono i luoghi della guerra. Sono immagini che si sono tramandate sino ai nostri giorni e formano una parte di quella documentazione cinematografica con cui si ricorda la Grande Guerra degli italiani. Madre e figlia credono di riconoscere fra i soldati lontani il loro caro proprio nei luoghi che descrive nelle sue lettere. Milena batte le mani, urla che laggiù c'è papà. Tutti gli spettatori si commuovono. Giuseppe scrive che nei pressi dell'ospedale in cui è stato ricoverato per problemi intestinali, ha fatto una passeggiata insieme ad alcune signore. Margherita s'ingelosisce, ma poi tutto passa. Crescono i dissidi con la suocera e matura la ferma decisione di abbandonare la casa Mizzoni: quando Giuseppe tornerà debbono assolutamente vivere per conto loro. Muore Francesco Giuseppe, l'Imperatore d'Austria-Ungheria e Margherita un po' per la gioia e un po' per farsi passare la disperazione, manda a comprare mezzo litro di vino.
Le fotografie sono tratte da una rivista tedesca, Der grosse krieg in bildern (Album della Grande Guerra). Questa pubblicazione accompagnava le immagini con didascalie in più lingue ed era destinata principalmente alle nazioni neutrali per convincerle della giustezza della causa degli Imperi Centrali. Le fotografie, riprodotte con grande qualità,  contraddicono la visione degli italiani sempre all'attacco e in posizione dominante propagandata da Beltrame su La Domenica del Corriere. Gli austroungarici guardano il nemico dalle alte cime delle Alpi. La censura italiana intanto inasprisce i suoi controlli: grandi macchie nere sulle parole, in una lettera inviata da Margherita a Giuseppe.
Der grosse krieg in bildern 1916
 1 settembre
…Questa mattina ho avuto la tua cara del 28 apprendo con dispiacere che ancora ti trovi a Montebbelluna. Nel mentre ti auguro di stare nell’ospedale, pur non vedo l’ora che tu mi dici di trovarti in un ospedale che non sia da campo. Credo e m’auguro come tu mi dici che migliori, però appena saprò che sarai in altro posto scriverò al direttore dell’ospedale dove sarai. Dimmi se hai bisogno di denaro, te lo spedisco magari telegraficamente, non devi farti mancar niente, l’economia si fa quando si sta bene. O’ scritto già a Roma per farti venire in un ospedale più vicino e ti spedisco le carte non appena, ti saprò in un altro posto…
14 settembre
…Oggi ho avuta la tua cara del 9, credi, dal modo di scrivere che sia  giunto Vincenzino , invece sembra che per ora non venga. Giovannino (fratello di Giuseppe) ha scritto dando un’altra nuova direzione, e dicendo che starà un bel po’ a riposo adesso prima di ritornare in linea. Mentre scrivo Milena dorme, ed ora non puoi comprendere com’io stia tranquilla a suo riguardo...
Der grosse krieg in bildern 1916


18 settembre (lettera censurata)
…Ieri m’interessai tanto di sapere quell’articolo sul giornale, il quale dice:-Possono richiamarsi dalla zona di guerra tutti i militari appartenenti alle classi anziane dal 74 all’85 purchè prima siano appartenuti ad una società ausiliare. Deve farsi un certificato, dicendo chiaramente quanto tempo il militare è stato in cotesto ufficio e deve essere chiamato dal direttore che deve dichiarare che ha urgente bisogno del richiamato.- Insomma domani, siccome mi hanno promesso uno di questi giornali, voglio tagliare quel pezzettino di carta e te lo mando, così vedi bene anche tu. Ora io non capisco cosa significa la parola ausiliare onde intromettermi per fare qualche passo ed avanzare qualche parola per te. Sarà un mese che scrisse Indri a tutti i negozianti dicendo che siccome era morto un suo commesso e siccome trovavasi in condizioni di non poterlo rimettere per mancanza di uomini, pregava i clienti di voler andare personalmente nel suo magazzino. Io ho pensato subito di recarmi a Roma e parlare personalmente da questo, e pregarlo se volesse farmi il favore di rilasciarmi un certificato dicendo che tu prima della guerra eri adibito come commesso al suo magazzino. Dovrebbe anche far domanda presso il ministero armi e munizioni che  lui ha bisogno di te. Che ne dici? Perché non mi dai un consiglio? ...E’ proprio vero che se seguita questa guerra la maggior parte dei popoli sarà pazza. Proprio, credimi, non posso più sopportare questa dura separazione, sono ormai 28 mesi che siamo divisi (parte censurata con un larga macchia di inchiostro nero) ...A me per esempio mi stuffa tanto andare a riverire questi imbecilli che preferisco farne a meno. Finalmente dopo tanto girare ho avuto una quarta di grano e me la portano di notte, di nascosto per tema di contravvenzione. Insomma a pari di tanti altri mi posso quasi contentare. E a te come ti trattano? Ti basta il vitto? Dove ti trovi si può comprare qualche cosa se hai fame? Tu non mi dici mai niente di te…
19 settembre
…Ieri ebbi la tua cara cartolina del 14 ed oggi quella del 16. Certo non ti nego che con grande soddisfazione apprendo che torni all’antico reparto, ma la soddisfazione si basa solo perché da questo son sicura che tu ti sei ristabilito perfettamente, in quanto poi al lavoro e alla fatica, ero molto, ma molto più contenta che stessi ancora a lungo all’ospedale, perché ti sapevo non solo a riposo, ma ancora non privo di qualche agio di cui l’uomo e la vita ha bisogno, specie poi chi ci è abituato...Sentendo che la guerra andrà ancor per le lunghe, mi sento che la forza mi manca e mi vien meno anche il coraggio. Il pensiero che dovrò passare un’altra invernata sola mi fa atterrire; e il sapere che presto danno le licenze invernali, non mi ha fatto nessuna buona impressione, anzi, se dovessi dire, mi dispiace; perché quello che soffri l’anno passato quando tu ripartisti non vorrei ripassarlo un’altra volta...
Der grosse krieg in bildern 1916
20 settembre
...il mio piacere e la grande soddisfazione, è il saperti che godi buona salute, però ti conosco, tu dici sempre bene, mentre ora è arrivato proprio il momento che la vita di guerra tutti la odiano, uomini e donne, solo gli imboscati sono contenti; questa è l’opinione pubblica, e la verità...T’auguro perfino la malattia certo no grave, è: ma ecco, una cosa che potesse farti riformare. E lo sai, perché parlo così; perché a riguardo della guerra se ne parla male, male assai, il saperti un’altra invernata costassù, son veri dolori sul serio, tu non esser più tanto facilone a dirmi che stai bene, perché io sono più che sicura che la vita di guerra è cattiva. Qui ora piove continuamente, sembra già inverno. L’uva se ne è rifatta una gran quantità, però il prezzo è alle stelle, la bianca, 35, e fino a 38 al quintale e la nera 40 e 42; come vedi viene il mosto già a caro prezzo; e il vino è fiacco causa la continua pioggia. Ne ho comprata un quintale bianca e mezzo nera ho piena una damigiana bianca e due boccioni di mosto nero, aspetto te per tramutarlo. La stagione in complesso sarebbe stata buona però il caro viveri avvilisce tutti; e per soprappiù le tasse aumentano di giorno in giorno. Ora mi hanno messo una soprattassa di guerra alla ricchezza mobile, fuocativo e all’assicurazione. Alla nuova chiamata alle armi ci entra pure Arturo il figlio di Nina la tua parente, tocca a tanti di Veroli, tutti ragazzetti. Alessandrino Morganti della 3° categoria dell’83 era stato aggregato alla sanità, ora è giunta alla famiglia la notizia che è stato ricoverato al manicomio, in quello stesso dov’è tuo fratello. L’avv. Todini ha faticato per trovare un posto libero in una casa di salute per ricoverarvi la mamma che si è fissata, l’altra sera dentro a zia Rosa diceva che queste tali case sono addirittura piene di spose madri e soldati. A veroli, pure le sorelle Monti sono alienate di mente perché il proprio fratello è morto in guerra lasciando una bambina…
21 settembre
...Questa notte, qui sembrava il finimondo, una acqua torrenziale accompagnata da lampi, tuoni e vento; oggi piove senza interruzione e fa un freddo come se già fosse inverno, io per conto mio sono sempre gelata e non mi riscaldo mai e penso chissà che sarà più in là. Quando fa questo tempaccio il mio pensiero vola a te, e penso chissà quanto soffrirà Peppino, con acqua, neve e vento deve uscire senza prezzarsi affatto la vita. Se tu sentissi (già che lo saprai meglio di me) ciò che racconta Vincenzino!…Oggi, per esempio ho avuto la combinazione di leggere una cartolina di un povero prigioniero dice: per carità, fatemi un pacco di pane, che so mezzo morto di fame. Il figlio di Antonio Bazzicane il marito di Amalia la figlia di Pasquetta, scrive alla moglie dicendogli, fai te ne prego qualunque sacrificio mandami un pacco di pane alla settimana altrimenti morrò di fame…Mi sento a leggere queste cose, strigere il cuore, in che brutta epoca ci troviamo noi!...Al vedere che la guerra non finisce per ora, al sentire tutti questi fattacci, un pensiero fisso continuamente mi tortura la mente e mi avvilisce il cuore; ed ogni giorno più mi sento una forte nostalgia di averti presto presso di me, ma per sempre…
Der grosse krieg in bildern 1916, ferito italiano trasportato a valle con un impianto funiviario.
24 settembre
… Il saperti graduato, in un letto comodo non privo di quelle comodità che l’uomo ha bisogno, con un bel stipendio, sarebbe non solo una soddisfazione per te, ma figurati per me. Il tempo che ancora ci terrà divisi, mi sembrerebbe più breve sarei più calma e più tranquilla, non ti pare?... La vita, Peppino mio sarebbe non c’è male, ma con il caro vivere che aumenta di giorno in giorno, è una crisi che nessun antico si ricorda, c’è l’assicurazione che sono £ 27 mensili, e con il crepacuore della tua lontananza, e che il saperti in guerra, è un dolore acuto, dimmi tu se alle volte deve mancarmi il coraggio…
1 ottobre
…già è tardi non ho avuto niente, però io non posso stare senza scriverti. Mi sembra di trattenermi un poco con te, unico mio bene al mondo, ed infatti dopo il tuo pensiero e quello della cara Milena che è di entrambi a chi si deve tenere amore? …Domani spero avere tue notizie, così ti scriverò per lettera, spero darti buone notizie. Ieri venne il maresciallo a dire che Vincenzino quando riparte, ossia il 14, deve ripresentarsi ad Ancona al 93°, domandai se era vero che in ottobre incominciavano le licenze invernali, mi disse che incominciavano, ma per la zona di guerra no…
3 ottobre
…Ed anche oggi è passato senza che io abbia avuto nessun tuo scritto. Questa notte certo non dormo e le ore mi sembreranno eterne. Ma perché mai non mi scrivi? fossi di nuovo malato? Che sia un ritardo, oppure stai urtato con me?!...Ti sei offeso di qualche cosa che io senza bene riflettere ho messo nei miei scritti. Suvvia, qualunque cosa ti avessi fatto, perdonami, con tanta lontananza non si tengono questi rancori, me lo farai scontare poi…In questo modo mi uccidi, è già tanta la pena e l’agitazione, che crearsi dell’altra, mi sembra che sia pure peccato, non ti pare?...
4 ottobre
…Ieri sera ti scrissi con l’animo straziato, perché dal 29 non avevo più avuto tue care notizie. Poco fa, mi è riandato il cuore a posto, ho avuto la tua cartolina del 27 e la graditissima cara lettera del 30 dove era pure il biglietto di Vincenzino. Oggi, se non avevo nulla, ti telegrafavo, ora però che tu m’avvisi che se la corrispondenza tarda di qualche giorno di non impensierirmi, sono più tranquilla...
6 ottobre
..Si è saputo costì della chiamata alla visita dei riformati dal 76 all’81? Questa volta tocca a zio Vittore, Giacomo…quello che sta con Leopoldo di Rosa se vedessi ce ne sono un’infinità. Ma che dici tu, di tutte queste altre chiamate?! Corre voce che tra giorni saranno pure chiamati alle armi quelli di terza categoria dal 76 in poi…Se ci si riflette un tantino è da fissarsi. Quell’articolo che era in quel pezzetto di giornale che ti mandai è stato appeso come manifesto anche a Veroli, io suppongo che anche il vostro ufficio lo pubblicherà…però, ti ripeto che andare a far passaggio in fanteria, più ci penso e più mi viene l’idea contraria. Ecco che penso: perché abbisognano tutti questi ufficiali di fanteria, segno è che ne hanno fatto un buona pulizia, ti pare? Se potessi rimanere in cotesto reparto allora si che starei contenta. Qua corre voce che tutti i militari che si trovano in zona di guerra da un anno, presto avranno una licenza invernale di 1 mese, è vero?...
8 ottobre
…Ora ti dico la verità: leggendo nella lettera della gita che costì avevi fatto con diverse signorine e signore, mi balenò un sospetto, e tra me pensai: la lontananza forse fa dimenticare, e dopo che un uomo ha soggiornato per tanto tempo in un paese, potrebbe darsi che vi abbia trovato qualche simpatia…E fu così che ti scrissi in quel modo, per sapere se da quello che mi scrivevi tu mi avessi dimenticata un pochetto. Io ho mancato, rifletto che tu non sei quel marito che io sospettai per un istante; tanto che dopo aver impostata la lettera, subito me ne pentii e chissà quanto avrei pagato acciò non ti giungesse per non arrecarti disturbo. Non stare, te ne prego dal fondo dell’anima mia, in pensiero e non avvilirti. Perdonami di cuore, perché non lo scrissi in modo cattivo, feci per ischerzo, ma non lo farò mai più...
12 ottobre
…Con la posta dell'una ricevetti il pacco, contenente le fascie, un asciugatoio due paia di mutande, due fazzoletti e tre calzettini; ho cancellato lì per paura che dovessi passare rimproveri. Grande piacere mi hanno arrecato le tue care notizie, che solo da esse godo un po' di tranquillità e pace…Oggi è giovedì di ottobre, è una splendida giornata, quanto grande è il mio ardente desiderio di stare con te. Dimmi se hai bisogno di calze, le ho pronte…
16 ottobre
…per ora non curarti neanche della licenza, se venissi quando sei uffciale, allora si che saremmo ambedue arcicontenti e superbi, e col tuo grado , metteresti la tua diletta Milena in un altro ambiente…essa merita che il suo papà ci faccia onore…

Der grosse krieg in bildern 1916, posto di osservazione austroungarico in alta montagna.
23 ottobre
…Del resto però ora con questa crisi gli affari di tutti i magazzini in genere, sono ottimi, e quasi tutti hanno messo a posto i suoi interessi, tutti i negozianti, specie poi i grossisti si stanno addirittura ad arricchire. Lo sai lo zucchero lo vendono £ 2,70 il chilo, tutti i generi sono risaliti in modo che non si può più campare, nel vero senso della parola. Il sapone 1’50 il chilo, la pasta 1,05 il chilo, il vino 1,20, 1,10 e una lira il litro, la carne di maiale £ 3 il chilo e quella di vaccina £ 3,90, £ 3 e 2,.25. L’agnello £ 2,40, il carbone £ 18 il quintale, gli ovi 3 soldi l’uno, le stoffe poi, non ci si può accostare, si pagano il triplo di quando c’eri tu, con una parola chi non era di tempra che non doveva mettere i(..)ora le mette con i fiocchi…
7 novembre
…Questa sera qui si è fatto il cinematografo, siccome nel manifesto diceva che erano tutte rappresentazioni della guerra ci sono andata assieme a Milena, è l’unica volta che mi son preso un t…. divertimento da quando tu non ci sei; spero che non ti dispiacerà. È durato dalle 5 alle 7 ½ sono rimasta molto soddisfatta, specie perché ho visto tutti i posti del Cadore. O’ veduto ed ammirato le bellezze di Cortina, la chiamavano, la regina del Cadore il monte chiamato tre Croci, il monte nero, col di lana, porto sei busi, la strada delle dolomiti, quella che tu chissà quante volte avrai battuta, in un’altra figura c’erano gli accampamenti in mezzo alla neve, una stazione di rifornimento ed indovina che? Una colonna di soldati artiglieria Cremo; che portavano le munizioni; tutti con i muli, non ridere Peppino mio, è proprio vero, siccome mi si è sperduto il programma, l’ho chiesto e domani sera, te lo manderò. Devi sapere che quando vidi quelli che portavano le munizioni, dissi forte a Milena, li c’è papà, e quella creatura incominciò a chiamarti forte a buttarti dei baci e con la manina a farti addio; molti dei presenti al vedere la nostra creatura, ci sono uscite le lacrime. O’ veduto un assalto degli Alpini, quando presero il passo tre Croci salirono tutti con la corda; c’erano poi molte vedute dalla parte dell’Isonzo. Insomma nel cinematografo ho visto dove tu ti trovi. Credimi però che son rimasta soddisfatta si, ma oh! Dio! Quanta pena ho nel cuore!.... Oggi è giunta una lettera da Senigallia da tuo fratello il quale così dice: (oggi improvvisamente  ci è giunto l’ordine di partire di nuovo per il fronte, ed andiamo di rinforzo nelle alte vette del Carso, per vedere se si può arrivare a prendere Trieste.) La lettera era fatta il 5 e diceva che la partenza era stata fissata per il 7 a mattina, sarebbe oggi perciò quando ti giunge questa mia già lui sarà alla destinazione. T’informerò di tutto…

Der grosse krieg in bildern 1916, prigionieri italiani
8 novembre
…Venendo a licenza, amore mio, vieni pure con tutte le buone idee che mi dici, speriamo Iddio voglia esaudire i nostri ardenti desiderii, col farci venire a luce un caro maschietto, che mi auguro somigliasse tutto a te, (mio dolce ideale) e fin da ora da parte mia ti prometto che sarò calma e tranquilla come mi vuoi, e questo sta a cuore anche a me ad essere così, perché sono stata assicurata che per avere un figlio sano e robusto, è necessario che la mamma sia tranquilla al massimo grado, quand’è in stato interessante...e poi Peppino mio, se vuoi che io non soffra, tu, devi farmi sapere l’ora precisa che arrivi alla stazione, io ti manderò una carrozzella, così proseguirai direttamente per Veroli, io ti aspetterò, sai come sarò contenta,!!! Ti farò trovare solo una tazza di caffé caldo, e nulla più, dimmi, Peppino mio, me lo farai piacere? Questo sarà un segno d’amore che mi darai... Oggi abbiamo ricevuto un telegramma da Vicenzino che chiedeva un po’ di soldi, che ce li avessimo spediti per telegrafo, parte questa notte per il fronte…
10 novembre
…Fin dall’altra sera incominciò un vento tanto impetuoso, seguito da un acquazzone che sembrava il finimondo. Ieri mattina a buon ora, quando scesi nella cucina, la trovai allagata, mi sentii stringere il cuore, forse, Peppino mio, nessuna donna sarà ridotta dopo aver preso marito, (nata poi come me) in condizioni eguali alle mie. Sul primo piansi di rabbia e volevo mandare a chiamare mio fratello,  a farci vedere se questa è camera abitabile, in questo modo, mi rovino la salute e il sistema nervoso. Gia a te, te ne ho parlato in altre mie, tu però hai fatto orecchie da mercante e nulla mi hai risposta. Vedi ora , ciò che ti dico e questo perché credimi ti voglio proprio un gran bene e ti amo, te lo giuro, forse come mai nessuno amò al mondo; non voglio perciò per questo darti dispiacere, e neanche voglio che tu mi costringi, se mi vuoi bene, a torturarmi facendomi rimanere ad abitare in casa tua, che se seguita così, siccome sono una che comprendo il male e il bene, e più che mai, le cattive azioni, soffra troppo, e seguitando questa vita incontrerei la morte, Bisogna fare: occhio non vede e cuore non duole. Perciò, io non aspetto nessuna risposta da te, a riguardo di questo, però, te ne prego e scongiuro per amor di Bettino quando vieni a licenza con la ferma idea di portarmi via da quà. Lo vedrai riacquisterò tutta la salute e il brio che ho perduto. Ieri ricevetti la tua cara cartolina del 4, non ti nascondo che mai non mi stanco di leggere e rileggere la tua cara lettera del 5, pervenutami fin da l’altro ieri. Mi rimangono grandemente impresse, quelle tue parole: Cercherò di renderti felicissima con una pronta occupazione dopo il mio congedamento. Poi: - tu sarai contentissima e vivrai felicissima col tuo Peppino . che dolce sogno è questo per me e come saremo contenti se si realizza! Di Vicenzino fin ad ora non abbiamo saputo più niente, ti terrò informato di tutto…
11novembre
...Noi qui, oltre ad altri guai, stiamo in grande abbattimento, perché da un momento all’altro, sentiremo chissà quale triste fine avrà fatta il povero Fernando. Era abituato come te, scrivere ogni giorno, l’ultima volta che scrisse, diceva: oggi stesso vado a combattimento con la speranza che tutto vadi bene. Si è trovato negli ultimissimi combattimenti dalla parte del Carso, da quel giorno non ha più scritto. Il giorno due novembre quando l’onorevole Carboni fece il discorso disse che fino a quel giorno di caduti Verolani erano 65. Io mi sento ogni dì più stringere il cuore. Questa sera zia Rosa faceva pietà…Qua i soldati a licenza invernale già incominciano ad arrivare. Quando toccherà a te, oh! Come lo desidero quel giorno! Avvisami, hai capito? Se non fosse capitato di notte sarei proprio venuta alla stazione con Milena; non saresti contento?!.. Costì si è saputo della chiamata alle armi del 78 di terza e devono partire il 19, ma che vuol dire. Peppino che chiamano gli altri? Allora, è proprio vero che questa musica non spiccia più… Se tu sapessi, come t’auguro una malattia che fosse leggera, ma che però ti potesse condurre a farti riformare. Tu non sarai contento, però io sono stanca a fare questa vita così…
13novembre
…Oggi è stata una bella giornata, specie alla mattina, che sono stata a fare una breve passeggiata per il sole insieme con la cara Milena…Di Fernando ancora non si sa nulla, e neanche di tuo fratello posso darti nessuna notizia perché non ha scritto ancora, si vede che si troverà in viaggio. Qui i soldati che vengono a licenza invernale, giungono tutti i giorni e tutte l’ore…

Der grosse krieg in bildern 1916, pattuglia austriaca su un ghiacciaio
15 novembre
…Mi sono alzata a quest’ora, devo uscire con tua madre, andiamo da zia Rosa a scambiare Peppino Cristini e Concetta che hanno fatto nottata. Come già si sospettava ieri giunse al municipio la notizia della morte del povero Fernando avvenuta il 3 novembre sul campo di battaglia. Zia Rosa fu da ieri, da quando il sindaco andò ad avvisarla ha le convulsioni. Non puoi immaginare che brutta impressione abbia fatto proprio in tutti, era tanto affezionato e proprio la sua famiglia lo descriveva tanto cattivo. Peppino mio, come si può vivere tranquilli, al combattimento del 2,3, e 4 ci son capitati già che si sanno 5 di Veroli e pare che siano proprio della città. Sai che cosa si dice?! Che la guerra finirà quando da tutte le nazioni s’incomincerà a morire di fame. E tutti questi poveri giovanotti che stanno ammazzando. Davvero è da ringraziare Dio se hai la fortuna di rimanere sempre costì. Di tuo fratello nulla…
15 novembre      BIS
… La grande impressione che si è avuta per la morte del caro congiunto Fernando, mi ha ridotta in uno stato d’ avvilimento, che mi sento ancora più forte stretta a te con l’affetto, e con le lacrime imploro, e prego Dio, che mi faccia avere la fortuna e la grazia, che tu abbi una florida salute ed un giorno, speriamo non sia lungi esser ridonato alla famiglia che tanto ti desidera. Della guerra, Peppino mio, se ne parla tanto male come mai se n’è parlato; i più sono quelli che vivono in una grande agitazione.
16 novembre
…Ieri è giunto in licenza invernale Rico Rapetti e Gigino Pasqualitti, arrivano tutti i giorni. Ricordati di farmelo sapere, hai capito? Di tuo fratello non posso dirti nulla, stiamo prive di notizie, si vede che non sarà giunto ancora a destinazione. Noi tutti in salute si sta bene, Milena diventa sempre più bella, ed altrettanto irrequieta, sembra proprio che nelle sue vene ci scorra l’argento vivo...Mentre scrivo mi è giunta la tua cartolina del 10 corrente…
18 novembre
...A riguardo di quanto mi dici della casa; debbo dirti, che tu come ragioni non hai torto, e parli proprio da uomo assennato, ecco, oggi per esempio, mi par di essere in una stalla, quando è bel tempo è sopportabile ma in questa giornate mi sento avvilita. La casa non la tengo trovata, aspetto che vieni tu, la troveremo insieme, e cercheremo di accordarci alla meglio, va bene così? Sappi però che più di tutti voglio andar via per non star più a vedere il torto che mi han sempre fatto; da quando non ci sei tu poi, è cosa da non descrivere…Questa mattina hanno chiamato 76 e 77 di terza, non ci rimane più nessuno a Veroli...
22 novembre
…Ieri, siccome ti scrissi con cartolina, non potetti dirti che avevo ricevuto il pacco, contenente tutto ciò che nella tua mi dicevi. Rimango meravigliata però, come mai mi hai rimandato tutto, e tu cosa tieni per ripararti il freddo? Sei pacchetti di sigarette, l’ho date a tuo fratello , ma già me ne son pentita, va bene ti racconterò tutto nella tua venuta, che spero non andrà a lungo. Questa mattina ho ricevuto la tua cartolina del 17, dove con piacere apprendo che tu stai bene. Non posso dirti, Peppino mio, eguale di me, poiché da diverso tempo soffro un acuto dolore allo stomaco, mai te ne avevo parlato, ma siccome da diversi giorni mi continua, ho creduto avvisartelo. Si sentono tanti brutti mali, ai tempi d’oggi, specie di stomaco, se non mi curo, e se seguito a stare nella tua casa, ci rimetto, credimi, la vita. Soffro a stare in questa cameraccia umida e fredda, e… pericolante; soffro più di tutti al vedere ogni giorno più i torti che mi fa tua madre e più di tutti, a quell’angelo di Milena. Appena terminata questa lettera, esco da qui, e vado su a casa mia mi aspettano, loro più non ci vengono da me, dicono che non vogliono compromettersi ed hanno ragione, zia rosa con le lacrime agli occhi mi prega di voler andare ad abitare con lei, e tutti mi consigliano di accettare, stando che forse Paolina dovrà, (passato un po’ di tempo) sistemarsi, mi dicono che con molta facilità potrebbe rimanere il negozio a noi. Però a questo poco fondamento ci faccio, Veroli lo odio. Concetta vuole che vado addirittura su a convivere con essa e mi dice penseremo di trovare un’occupazione al tuo Peppino, prima che finisce la guerra. Tra poco insomma deciderò tutto e incomincerò fin da domani a sgombrare il mio mobilio. Ti terrò informato di tutto, però sappi fin da ora che dobbiamo uniformarci così: La nostra famiglia fin ad ora siamo tre: io non ho al mondo che te e Milena, tu, non hai che me e Milena e dobbiamo uniti dire come il grande Napoleone: la mia famiglia comincia da me: Ti dirò tutto il resto a voce, non voglio far pettegolezzi ma a casa tua non mi hanno mai potuto vedere incominciando da tua madre, che solo mi ha voluto a casa per interessi e non per affetto...Milena sta bene e va a scuola, proprio ora ho mandati a comprare mezzo litro per la contentezza che si è sparsa la voce che è morto CICCOPEPPE
 
Der grosse krieg in bildern 1916, Francesco Giuseppe al suo tavolo di lavoro.